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giovedì 6 luglio 2017

*** Esbat di Luglio***


il 9 luglio 2017: 

***Esbat delle Erbe***

Alla lunazione di luglio, le nostre antenate hanno dato il nome di luna delle erbe, luna dei prati e anche di Luna del raccolto.
 
Ognuno di questi nomi vuole suggellare il legame ,con precisione, che scandisce il tempo del profumo dei fiori che riempie con tutta la sua intensità l’aria, cullato dalle correnti di calore dei venti estivi. E' proprio questo il periodo in cui la maggior parte delle erbe raggiunge il massimo potenziale; l'apice del potere medicamentoso. E'  quindi il momento propizio per la raccolta e la successiva essiccazione delle erbe che serviranno per preparare le tisane e gli unguenti.
Achillea moscata Alloro, Assenzio,Bardana,Cardo mariano, Cicoria, Coda cavallina, Corbezzolo, Comiolo, Edera, Elicriso, Frassino, Iperico Lavanda, Lingua di cane, Meliloto, Melissa, Menta, Salvia sclarea e Tiglio sono alcuni esempi di piante che ho incontrato facilmente nei prati e nei sentieri dell'Appennino in questi giorni.

Per benedire il tempo a venire è consigliabile farne regali per condividere l'abbondanza dei regali di madre Terra con i/le più.
Un'idea che risulta sempre molto carina è quella di cucire piccoli sacchetti di stoffa per poi riempirli delle erbe essiccate. Questo dono è un potente augurio sia per chi riceve il regalo che per chi lo fa.

Ogni pianta ha la sua peculiare proprietà ed uso magico. Eccone alcuni esempi per le miscele dei vostri sacchetti regalo:
Per rinvigorire: Timo, Origano , Prezzemolo e Salvia
Per l'equilibrio mentale: Lavanda , Origano, Rosmarino, Menta
Per propiziare il successo economico e lavorativo: Trifoglio, Basilico, Menta e Salvia
Per favorire la divinazione: Menta , Assenzio e Camomilla
Il momento della raccolta rappresenta uno scambio tra il nostro umano agire e il dono fatto dalla natura, da vivere con gratitudine per l'universo e la vita.
Suggellare il momento con gratitudine è un'ottima pratica per attrarre energia positiva.
Così recitare una preghiera per la madre ci condurrà dentro l'intimità nella connessione con l'universo :

Madre, che mi nutri, curi e proteggi
grazie a te io cresco benedicendo
l'umanità, l'animalità e la flora.

Madre, che mi infondi la vita
e il coraggio per il mondo
che mi instilli nel mio occhio
la bellezza dell'attorno.

Madre, a te levo le mie mani
unite nella preghiera per questa luna piena
che illumina il mio cuore e purifica la mia anima.

Gli elementi che la tradizione wicca associa all'esbat di luglio sono:
Spiriti della natura : hobgoblins ( piccoli, grotteschi ma simpatici ), fate del raccolto

Erbe: caprifoglio, agrimonia, verbena di limone, issopo

Colori : argento, blu-grigio

Fiori : loto, lillà, gelsomino

Profumi : giglio, incenso

Cristalli : perla, pietra di luna, agata bianca

Alberi : quercia, acacia

Animali : granchio, tartaruga, delfino, balena

Divinità : Khepera, Athena, Giunone, Cerridwen, Venere
Come si raccolgono ed essiccano le erbe, allo stesso modo si annuncia l’inizio del raccolto spirituale personale. Le attività magiche sembrano riuscire con maggiore facilità poiche abbonda lo psichismo, le letture divinatorie diventano chiare e i sogni carichi di premonizioni.


La Luna delle Erbe ci suggerisce di caricarci, come talismani in prima persona, con la luce e la potenza piena dell'estate: sia essa sotto forma di luce lunare o solare. Ci permette anche di esplorare a fondo la nostra personalità, di sondare le nostre abitudini, di capire gli sbagli e di trovare la volontà di correggerli. Si tratta di investire su quanto stiamo compiendo e di focalizzare l'obiettivo verso cui vogliamo dirigerci.
Siamo prossim* a Lughnasadh, uno dei Sabba maggiori, il culmine ultimo della meravigliosa danza della prosperità estiva, la festa del raccolto e dunque il simbolico parto dell'estate che volge alla conclusione.

Le attività predilette durante la Luna delle Erbe sono quelle dedicate alla magia e al divinazione poiché il velo tra il nostro mondo e quello degli Spiriti si fa molto più sottile ed è come se il vento lo sollevasse sommessamente, così permettendo all'immenso potere che unisce questa realtà con l'Altro mondo di dialogare senza confini netti. Fate particolare attenzione ai sogni, prendetene nota poichè potrebbero rivelarsi messaggi importanti per il vostro immediato futuro.


Meditazione della Luna
Quando la luna sorge accoglietela bruciando un incenso e accendendo una candela. Mettetevi sedut*, possibilmente nell'asana del fiore di loto. Cercate una posizione in cui i raggi lunari cadano su di voi ed osservate attentamente la luna praticando il respiro yogico.
 
Quando vi sentirete rilassat* e conness* , chiudete gli occhi e continuate a concentrarvi sul respiro portandolo ad essere sempre più lento, arrivando ad essere voi stess* sempre più rilassat*. Immaginate la luce della Luna che sgorga come liquido argenteo, vivo, luminoso che lentamente, discende sul vostro capo come acqua luminosa ed entra in ogni poro. La Luna vi sta bagnando e benedicendo con la sua luce per farvi diventare luminos*, argente*, ebbr* del suo potere guaritore.
Il liquido viene del tutto assorbito dal vostro corpo, che emana da sé la luce regalata dalla Luna. Continuate a respirare, prendendo con calma coscienza del mondo esterno: la Luce viene inglobata nel corpo, diminuendo perché entra fino a divenire eparte integrante di voi. Pacatamente, sollevate le palpebre e tornate a guardare la Luna. Ringraziatela del dono.
 Madre Luna vieni a me,
 questo io ti chiedo...
aiutami a sentire la tua forza
e a trovare la Dea che vive in me

Augurando felicità e libertà a tutti gli esseri,
Simicca
Sitografia
Bibliografia:
L'arte della Magia di P. Currot

giovedì 29 dicembre 2016

*** il finocchio***


L'erbario del Bio Green Food si propone di approfondire la conoscenza degli alimenti che usa in cucina. Conoscere le proprietà, la storia della pianta aiuta a sintonizzarci meglio con essa, al fine di un cucinare più consapevole e armonioso.

Fuscello teso dal muro di
Eugenio Montale 

Fuscello teso dal muro
sì come l'indice d'una
meridiana che scande la carriera
del sole e la mia, breve;
in una additi i crepuscoli
e alleghi sul tonaco
che imbeve la luce d'accesi
riflessi - e t'attedia la ruota
che in ombra sul piano dispieghi,
t'è noja infinita la volta
che stacca da te una smarrita
sembianza come di fumo
e grava con l'infittita
sua cupola mai dissolta.

Ma tu non adombri stamane
più il tuo sostegno ed un velo
che nella notte hai strappato
a un'orda invisibile pende
dalla tua cima e risplende
ai primi raggi. Laggiù,
dove la piana si scopre
del mare, un trealberi carico
di ciurma e di preda reclina
il bordo a uno spiro, e via scivola.
Chi è in alto e s'affaccia s'avvede
che brilla la tolda e il timone
nell'acqua non scava una traccia.

                                                                ***IL FINOCCHIO***

Etimologia:
Foeniculum vulgaris è il nome originario del finocchio . Il nome deriva dal latino foeniculum, diminutivo di foenum,"fieno" ad indicare una pianta dalle foglie sottili come il fieno.
Storia:
Il finocchio dolce è una pianta spontanea che cresce nella maggior parte delle regioni temperate d'Europa ma attualmente sono paesi come India, Messico, Cina, Iran  a produrlo principalmente.
Autoctona delle sponde del Mediterraneo si è diffusa verso oriente fino all'India.
Era conosciuto dai Greci, Demostene, nel III secolo a.C, racconta che per il rito a Dionisio occorrevano corone di finocchio.
Era apprezzato dai Romani, che lo diffusero in tutta l'Europa Continentale lo testimonia Plinio il Vecchio (I secolo d.C) nel raccontare che i serpenti si sfregavano contro la pianta di finocchio, dopo aver cambiato la pelle, per riacquistare la vista.
Il posto che il finocchio occupa nelle manifestazioni religiose antiche ne riallaccia la simbologia a un'idea di rigenerazione spirituale eppure nell'antica Roma era spesso utilizzato per coprire sapore ed odore di cibi talvolta poco freschi.
Sembra che il termine "infinocchiare" sia nato da questo escamotage culinario o anche dall'abitudine dei cantinieri di offrire spicchi di finocchio orticolo a chi si presentava per acquistare il vino custodito nelle botti. Il grumolo infatti contiene sostanze aromatiche che rendono gustoso anche un vino di qualità scadente o prossimo all'acetificazione.
Successivamente, nel Medioevo, si connota il legame di questa pianta con il regno degli spiriti. Attribuendole il potere di allontanare quelli cattivi si diffuse l'usanza di appendere dei mazzi sopra le porte d’ingresso.
Re Edoardo I d’Inghilterra aveva una vera fissazione per i semi di finocchio e alla corte se ne consumavano circa 2 kg al mese, probabilmente come soppressore della fame, oltre che come condimento.
Una tradizione fondata dai Puritani, che solevano andare in chiesa con dei fazzoletti nei quali erano avvolti un po’ di semi da masticare per allontanare la fame, durante le lunghe cerimonie religiose. 


Descrizione botanica
il finocchio è un pianta erbacea biennale o perenne che raggiunge fino a 2 metri di altezza. Il fusto è eretto, robusto e ramificato.
Le foglie hanno una guaina molto sviluppata con lamina divisa in lacinie filiformi e apice appuntito.
Presenta dei fiori gialli e piccoli, disposte in ombrelle composte con una ventina di raggi.
Il frutto è un diachenio verde scuro con canali oleiferi.

Usi in erboristeria:
i frutti e le radici contengono un olio essenziale ricco di anetolo che è utilizzato in erboristeria come diuretico, stimolante della motilità intestinale e carminativo. Grazie al suo principio attivo, viene anche utilizzato come aromatizzante.

Proprietà benefiche:  
Foeniculum pellit spiracula culi, il finocchio espelle l’aria dal ventre, si legge in un trattato medioevale della Scuola Medica Salernitana (XI secolo). Infatti il finocchio ha la proprietà di ridurre la flatulenza e il meteorismo ed è usato come digestivo.


Ricetta del BGF:
***Pesto di finocchietto selvatico***
Raccogliete del finocchietto selvatico e sminuzzatelo in un mortaio, aggiungete uno spicchio di aglio e pestate a lungo aggiungendo olio Evo.
Mescolate con pane integrale grattugiato e lievito in scaglie.
Questo è un ottimo pesto per condire la pasta.



giovedì 24 novembre 2016

*** Anice Verde***


L'erbario del Bio Green Food si propone di approfondire la conoscenza degli alimenti che usa in cucina. Conoscere le proprietà, la storia della pianta aiuta a sintonizzarci meglio con essa, al fine di un cucinare più consapevole e armonioso.


Lungo le rive del fiume
la notte si sta bagnando
e sui seni di Lolita
muoiono d'amore i rami.
Muoiono d'amore i rami.
La notte nuda
canta sui ponti di marzo.
Lolita lava il suo corpo
con acqua salmastra e nardi.
Muoiono d'amore i rami.
Luccica in alto sui tetti
la notte d'argento e d'anice.
Argento di rivi e specchi.
Anice di cosce candide.
Muoiono d'amore i rami
Serenata di Federico Garcia Lorca

***L'anice Verde***
Descrizione botanica: questa pianta è originaria del Medio Oriente, poi diffusa anche in Cina , Egitto ed India; viene ampiamente coltivata anche in Italia. E' un' erbacea annuale, che raggiunge 50 cm di altezza, sostenuta da un fusto esile ed eretto.
Presenta foglie basali lungamente picciolate, con margine dentato e a forma di cuore. Le foglie inferiori hanno 3-5 foglie piu' piccole.
I fiori sono costituite da petali bianchi e azzurrognoli, riunti in piccole ombrelle.
Il frutto è un diachenio ovoidale con creste e vallecole, verde.

Uso in erboristeria: la droga dell' anice verde sono i frutti aromatici ricchi di olio essenziale costituito principalmente da anetolo, che gli conferisce il caratteristico aroma.
E' utilizzato in erboristeria come eupeptico, carminativo e correttivo del sapore. E' anche digestivo e antispasmodico.

Proprietà magiche: I semi possono essere bruciati come incenso o portati addosso per aumentare i poteri pshichici e favorire il contatto con l'inconsci infatti Pestare i semi e bruciarli sui carboncini è utilissimo per aumentare la propria potenza psichica. Il loro fumo inoltre, se sparso sugli oggetti, li carica magicamente

Ricetta del Bio Green Food :
Biscotti integrali all'anice:
70 gr di olio di cocco
ingredienti: 500 gr di farina integrale
150 gr di zucchero di canna
15 gr di lievito
1 litro di infusione all'anice
5 cucchiai di semi di anice

Mescolare farina, zucchero e lievito, aggiungere il burro di cocco precedentemente sciolto a bagno maria, impastare con l'infusione all'anice e decorare con semi di anice in cima.
Qui bottega noi facciamo questi biscottini a forma di luna per cui li chiamiamo mezzelune di anice.
Voi potete scegliere la forma che vi è più congeniale.



lunedì 24 ottobre 2016

Altea





L'erbario del Bio Green Food si propone di approfondire la conoscenza degli alimenti che usa in cucina. Conoscere le proprietà, la storia della pianta aiuta a sintonizzarci meglio con essa, al fine di un cucinare più consapevole e armonioso.

Non senza causa, che Altea
più sorella che madre incontro al figlio
chiamò le furie, e ne implorò la morte
Omero, Iliade, canto Nono




Storia: Per la religiosa tedesca Ildegarda di Bingen l'altea, sottoforma di tisana, svolgeva un'azione antipiretica. Nei conventi benedettini le foglie venivano immerse nell'olio e poi applicate sulle ferite chiuse, su foruncoli o contusioni.

In cucina: Una volta le sue radici, ricche di sali minerali, venivano arrostite e consumate dalle suore negli orticelli dei loro conventi, e successivamente dai contadini. Anche le foglie giovani e i primi fiori erano un ingrediente molto utilizzato per l'insalata.
Sempre utilizzando l'altea, i pasticceri francesi inventarono la «pâte de guimauve», un dolcetto da consumare in giro fuori casa, oggi noto a tutti come "marshmallow". La sua consistenza dolce e collosa deriva dalle sostanze contenute nell'altea, che come polisaccaridi zuccherini conferiscono viscosità e come sali minerali compattezza.

Descrizione botanica: Il nome di genere «Althaea» deriva dal greco άλδα_νω (aldaíno, althaino; abbreviato altho) che significa «guarire» o «stimolare le proprietà curative del corpo». Il nome di specie «officinalis» fa riferimento al fatto che l'erba veniva venduta ufficialmente nelle farmacie come rimedio curativo.
L'«altea» è detta anche: bismalva, buonvischio, bonavischio, malvavischio, malvischio, malvone, malvaccione, varmarosa, narbonia, pramariscu; è una pianta erbacea che raggiunge 1-1,50 mt di altezza­, è diffusa in Europa e in Asia, tuttavia viene ampiamente coltivata in tutto il resto del mondo.
Fa parte della famiglia delle Malvaceae e presenta una grossa radice tuberizzata, droga della pianta stessa.
Le foglie sono ovali trilobate con il margine seghettato, dentato ed irregolari. Le nervature sono parallelinervie e sono caratterizzate da una colorazione bianco verdastra e numerosi peli di protezione che contengono olio essenziale.
I fiori presentano peli bianchi o leggermente rosati con numerosi stami riuniti centralmente.
Il frutto invece, è un poliachenio circolare.

Uso in erboristeria: Il principio attivo è un mucillagine contenuta all'interno della radice tuberizzata in ragione di circa il 30% il cui principale componente è un eteropolisaccaride.
Viene utilizzata come protettivo ed emolliente nel trattamento soprattuto delle tossi secche.

Proprietà magiche: propizia l'amore felice. E' tradizione in molte regioni del Nord farne bere una tazza agli sposi nel giorno del matrimonio prima di coricarsi.

Ricetta del Bio Green Food : Infuso del buon respiro: lasciare in infusione 2 cucchiaini di altea e 2 cucchiaini di tiglio, in acqua calda ma non bollente ( per non disperdere le proprietà), spremerci qualche goccia di limone e volendo, anche di zenzero.

BIBLIOGRAFIA
La grande enciclopedia delle erbe, RL gruppo editoriale S.r.l.
http://antrodellamagia.forumfree.it/?t=56598760






martedì 4 ottobre 2016

*** I Fiori D'arancio***



L'erbario del Bio Green Food si propone di approfondire la conoscenza degli alimenti che usa in cucina. Conoscere le proprietà, la storia della pianta aiuta a sintonizzarci meglio con essa, al fine di un cucinare più consapevole e armonioso.


RIDE LA GAZZA, NERA SUGLI ARANCI
poesia di Salvatore Quasimodo

Forse è un segno vero della vita:
intorno a me fanciulli con leggeri
moti del capo danzano in un gioco
di cadenze e di voci lungo il prato
della chiesa. Pietà della sera, ombre
riaccese sopra l'erba così verde,
bellissime nel fuoco della luna!
Memoria vi concede breve sonno;
ora, destatevi. Ecco, scroscia il pozzo
per la prima marea. Questa è l'ora:
non più mia, arsi, remoti simulacri.
E tu vento del sud forte di zàgare,
spingi la luna dove nudi dormono
fanciulli, forza il puledro sui campi
umidi d'orme di cavalle, apri
il mare, alza le nuvole dagli alberi:
già l'airone s'avanza verso l'acqua
e fiuta lento il fango tra le spine,
ride la gazza, nera sugli aranci.





STORIA
Fu soltanto dopo le conquiste arabe dell'alto Medioevo che gli aranci cominciarono ad essere coltivati nell'area occidentale del Mediterraneo: anche il nome arancio testimonia l'origine orientale, in arabo “narang”, a sua volta derivante dal sanscrito “naranjia”, che letteralmente significa “frutto preferito dell'elefante”.

IN CUCINA
I frutti dell'arancio oltre ad essere adatti per essere consumati freschi, quelli amari risultano ottimi nella preparazione di marmellate e gelatine. Inoltre la scorza candita – assai cremosa e profumata – è utilizzata nella preparazione di dolci e budini
L'olio essenziale ai fiori di arancia è un alleato preziossimo nella pasticceria

RICETTA VEGAN
Crema all'aroma di fiori di arancia
100 gr di farina
30 gr di zucchero integrale di canna
1 pizzico di sale
400 ml di latte di riso
1 pizzico di curcuma

tostare la farina e lo zucchero in una casseruola, aggiungere la curcuma e il sale.
Rimescolando di continuo aggiungere lentamente il latte di riso, portare ad ebollizione e fare addensare il composto fino a renderlo della consistenza desiderata.
Aggiungere infine 3 gocce di olio essenziale biologico di fiori di arancio.

Questa crema è ottima per farcire crostate e da utilizzare come crema pasticcera.


USO MAGICO
Genere: Maschile
Pianeta: Sole
Elemento: Fuoco
Poteri: Amore, Divinazione, Fortuna, Denaro

La buccia d’arancia viene aggiunta a polveri, incensi o misture per la prosperità, e i cinesi consideravano le arance simbolo di fortuna mentre buccia essiccata e semi vengono aggiunti a sacchetti per l’amore, mentre i fiori a quelli per le spose.
L’acqua distillata dai fiori, gli stessi fiori freschi o secchi, si aggiungono a pozioni e bagni per amore e lussuria, mentre il succo d’arancia si può bere nei rituali al posto del vino.

USO IN ERBORISTERIA
Il pregio di questo frutto risiede nell'alto contenuto di vitamina C: elemento fondamentale per l'organismo, aiuta ad accrescere le difese immunitarie e a fissare il ferro; essa, in quanto antiossidante, rallenta l'invecchiamento delle cellule del corpo. Per le loro proprietà toniche ed erpetiche, le scorze di arancio amaro sono di ausilio in caso di cattiva digestione e di inappetenza, di sostegno in caso di scarsa secrezione di bile, di conforto nelle coliche di fegato e reni; svolgono infine un'azione febbrifuga, leniscono gli stati di agitazione e insonnia (infuso con 10-15g di foglie seccate o da 2 a 10g di fiori), mitigano il meteorismo. Grazie a tutte le sue virtù benefiche, l'arancio amaro (del quale si usano oltre al frutto anche il fiore e le foglie) è altamente consigliabile nelle convalescenze. Spesso utilizzate per rendere più gradevole il sapore e l'odore di numerosi preparati medicinali ed erboristici. Nell'uso cosmetico se ne apprezzano le proprietà per ottenere maschere antirughe dall'effetto rivitalizzante, grazie all'alto contenuto di vitamine e sali minerali.

BIBLIOGRAFIA
La grande enciclopedia delle erbe, RL gruppo editoriale S.r.l.

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martedì 29 marzo 2016

L'aneto

L'erbario del Bio Green Food si propone di approfondire la conoscenza degli alimenti che usa in cucina. Conoscere le proprietà, la storia della pianta aiuta a sintonizzarci meglio con essa, al fine di un cucinare più consapevole e armonioso.

ANETO



Epitalamio del Tiaso

E tu, Dica, avvolgi attorno alle chiome
amabili ghirlande d’aneto, intrecciandole
con le tue piccole dita: sono fiori belli!
Le Grazie beate ti vedranno con occhi
ancora più dolci: distolgono lo sguardo
da chi non porta ghirlande.
Saffo( Σαπφώ, Sapphó; Ereso, 630 a.C.circa – Leucade570 a.C. circa) 


STORIA
Spesso confuso con il finocchio (chiamato appunto anche finocchio bastardo) anche se l'odore e il gusto sono senz'altro meno delicati di quest'ultimo. La lunga storia dell'aneto deriva dalle sue proprietà medicamentose antisettiche e digestive: già nell'Egitto di 3000 anni fa, esso veniva usato per facilitare la digestione. Nell'antica Grecia si riteneva che stringendo un rametto di aneto si potessero prevenire gli attacchi di epilessia. I Romani lo masticavano spesso e lo usavano anche per intrecciare ghirlande con le quali ornavano le sale dei banchetti. Noto agli Ebrei (citato anche nella Bibbia) e prescritto ai bambini dall'antica medicina cinese, dal momento che la sua azione digestiva è più blanda. I vichinghi usavano l'aneto invece come calmante. Dopo che essa fu introdotta dai coloni dell'America settentrionale, i guaritori popolari utilizzavano l'”acqua di aneto” (i semi in infuso) nel trattamento di disturbi infantili come coliche, mal di stomaco e tosse.

IN CUCINA
I semi sono molto aromatici e il loro profumo ricorda quello del finocchio; il suo sapore fresco e balsamico si sposa con salse a base di yogurt e vellutate fredde di verdura.

RICETTA VEGAN
Patate all'aneto:
tagliare a tocchettini delle patate viola con il metodo macrobiotico ( durante il taglio espirare profondamente) e sbollentarle in acqua e sale per una decina di minuti.
Scolarle, metterle in una terrina da forno condite con olio di cocco e semi di aneto
Infornare per mezz'oretta.


USO MAGICO
Genere: Maschile
Pianeta: Mercurio
Elemento: Fuoco
Poteri: Protezione, Denaro, Amore, Lussuria

L’erba e’ protettiva se appesa sulla porta di casa o portata con se’ in sacchetti; messo nella culla protegge il neonato. E’ usato negli incanti per i soldi per via del numero di semi che produce ed aggiunto all’acqua del bagno rende irresistibili.


USO IN ERBORISTERIA
Per le sue proprietà antispasmodiche risulta di grande utilità per calmare il singhiozzo e i vomito nervoso, ottimo antidoto contro i gas intestinali e in caso di aerofagia. Utile per chi ha problemi di ritenzione idrica o inappetenza; tradizionalmente è ritenuto risolutivo il suo impiego nella cura delle emorroidi.

BIBLIOGRAFIA
La grande enciclopedia delle erbe, RL gruppo editoriale S.r.l.

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martedì 1 marzo 2016

ERBARIO: L'ALLORO


L'erbario del Bio Green Food si propone di approfondire la conoscenza degli alimenti che usa in cucina. Conoscere le proprietà, la storia della pianta aiuta a sintonizzarci meglio con essa, al fine di un cucinare più consapevole e armonioso.

ALLORO




Casida delle colombe oscure
Sui rami dell'alloro
camminano due colombe oscure.
L'una era il sole,
l'altra la luna.
"Casigliane mie," chiesi,
"dove sta la mia sepoltura?"
"Nella mia coda", disse il sole.
"Nella mia gola", disse la luna.
Ed io che andavo camminando
con la terra alla cintola
vidi due aquile di neve
e una ragazza nuda.
L'una era l'altra
e la ragazza era nessuna.
"Care aquile, " chiesi,
"dove sta la mia sepoltura?"
"Nella mia coda", disse il sole.
"Nella mia gola", disse la luna.
Sui rami dell'alloro
vidi due colombe nude.
L'una era l'altra
ed entrambe nessuna.
Federico García Lorca

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-76011>

STORIA

Nell'antica Grecia l'alloro è la pianta sacra ad Apollo: il mito narra come Eros avesse colpito Apollo con una delle sue frecce, facendo nascere in lui una forte passione per la ninfa Dafne. Ma la ninfa fuggì impaurita, invocando l'aiuto degli Dei che la trasformarono in alloro. Apollo dichiarò quella pianta sacra che diventò simbolo di sapienza, gloria e trionfo: fu così che nelle prime Olimpiadi del 776 a.c. i vincitori furono incoronati con l'alloro. Nell'antica Roma furono più che altro gli imperatori e gli eroi a ornarsi la testa con l'alloro. Nel Medioevo la corona di alloro iniziò ad essere considerata un tributo da offrire a chi si fosse distinto nella poesia e nella letteratura. L'usanza si radicò nel Rinascimento, e ancora oggi i grandi poeti vengono detti “laureati”.


IN CUCINA

Le foglie e le bacche di alloro entrano in cucina come componenti aromatiche essiccate soprattutto di salse, intingoli e secondi.

RICETTA VEGAN 

Pesto di sesamo e alloro (adatto per condire piatti di pasta o cereali)


ingredienti:
-1 pugno di sesamo
-1 spicchio di aglio
-1 cucchiaino di sale
-3 foglie di alloro fresco
-1 cucchiaino di tamari

procedimento:
tostare il sesamo in una padella e poi aggiungerci il sale
pestarlo in un mortaio (meglio se in legno di ulivo) assieme all'aglio e alle foglie di alloro, aggiungere il tamari e condire la pasta (ottime le tagliatelle integrali).


USO MAGICO

Genere: Maschile
Pianeta: Sole
Elemento: Fuoco
Poteri: Protezione, Poteri psichici, Guarigione, Purificazione, Forza

Le antiche sacerdotesse di Apollo ne masticavano foglie ed inalavano fumi per indurre lo stato profetico; esse sono usate ancora oggi come decorazioni a Yule.
E’ usato per la chiaroveggenza e la saggezza: le foglie poste sotto al cuscino inducono sogni profetici, mentre bruciate provocano visioni.
E’ un’erba di protezione e purificazione d’eccellenza: viene indossata come amuleto per scongiurare il male e le negatività; bruciata (misto a legno di sandalo) o sparsa intorno durante i rituali per rimuovere maledizioni o annullare incantesimi di magia nera, e persino appesa o fatta crescere vicino casa per allontanare i fantasmi e le malattie.

USO IN ERBORISTERIA

L'alloro (dal quale si utilizzano dia le foglie che le bacche) è uno stimolante della secrezione dei succhi gastrici, possiede notevoli proprietà antisettiche ed è un ottimo sudorifero: oltre ad alleviare la cattiva digestione e meteorismo, aiuta a combattere raffreddore e influenza. Costituisce un ausilio efficace contro i reumatismi, ma anche un ottimo antidoto all'eccessiva sudorazione.

BIBLIOGRAFIA
La grande enciclopedia delle erbe, RL gruppo editoriale S.r.l.
http://antrodellamagia.forumfree.it/?t=56598760