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giovedì 20 luglio 2017



                                           ***Lughnasadh***


                     ***1 agosto. Celebrazione del Dio Lugh e di Arianhod.***
Secondo la tradizione gallese, Lugh è figlio di Arianrhod, la Dea Bianca della luna e dell'Aurora. La madre diede al bambino tre geasa (divieti). Il primo sentenziava l'impossibilità di avere un nome a meno che non fosse dato dalla Dea stessa, il secondo che non avrebbe potuto possedere armi se non donate da lei e la terza che non avrebbe potuto sposarsi se non con la sua benevolenza. Attraverso l'ingegno il bambino riuscì ad aggirare i geasa , e finì per ottenere un nome dalla madre ( Lugh: Il lucente), ad avere le armi e una bellissima donna non mortale (che venne creata mediante la magia e l'uso di nove fiori così che le fu dato il nome di Blodeuwedd, che significa appunto “viso di fiori”). Blodeuwedd tradì il marito con l'amante Grown che lottò contro Lugh. Quest'ultimo sconfisse il nemico e fece in modo di tramutare Blodeuwedd in gufo.
Lugh rappresenta l'archetipo dell'eroe incorruttibile, colui che porta il senso di giustizia. Come Odino nella mitologia norrena, Lugh possedeva dei corvi profetici secondo le fonti più antiche. I Romani lo associarono a Mercurio (ciò si ritrova nel De bello gallico di Cesare) e ad Apollo-Febo.

Molti luoghi dedicati a Lugh nell'Europa centrale e occidentale testimoniano l'importanza del dio tra i Celti (diversi luoghi venivano chiamati Lugudunon, “il forte di Lugus”, cioè Lugh). L'antico nome Lugus sembra significhi “lucentezza, illuminazione”, e, sebbene è evidentemente collegato alla stagione del raccolto, è connesso anche a tutte le capacità della mente umana.
Lugh è, pertanto, legato alla celebrazione dell'intelligenza, dimostrazione divina di come la saggezza porti alla supremazia della mente sui problemi.



Arianhod, dal canto suo, nel suo ruolo materno, educa a sopraffare gli ostacoli, e per permetterne la crescita lascia al figlio la soddisfazione di dimostrare che gli ostacoli non sono mai insormontabili.
Lei non sentenzia "non avrai MAI nome, armi o una donna", ma dice "non li avrai SE NON da me". In un certo senso lei sfida a sfidarla, lì nell''oscurità della notte dove lei si cela per permettere poi di riaffiorare nella luce tramutato: con un nome, con delle armi e una donna. E' lì nell'ombra della luna che avviene la crescita, nel buio, nel calderone.




I e le nostr* antenat* celebravano Lughnasadh radunandosi nelle campagne e nei boschi ricordando che la Terra costituisce il corpo materiale della Dea. Festeggiavano con giochi, gare e banchetti, con dimostrazioni della velocità dei propri cavalli e della forza degli uomini che si sarebbero dedicati al raccolto.
I giovani partecipavano a gare di lotta, tiro con l’arco e corse di cavalli, importantissimi per una società guerriera come quella celtica ma, essendo Lugh il dio delle arti, si dilettavano anche in competizioni poetiche e musicali.
Abbiamo infatti notizia di molti festival dell'arte. Le gilde medievali per esempio creavano più mercanzie per l'occasione e decoravano i loro negozi con colori accesi e nastri, vi erano marcie e parate, oltre che recite cerimoniali e danze per gli stranieri e per gli astanti.

A Lughnasadh ritroviamo l’unione rituale di Beltane, dove la Dea della Terra sposava il Dio dell’anno Crescente, e le nozze divine di maggio, ma si tratta di un rituale sacrificale, in armonia con il sentimento di morte che aleggiano in questo momento pre-autunnale.
Il calore solare e la generosità della Natura sono arrivati alla fine, portando a compimento il ciclo agrario per iniziare finalmente il riposo. E’ un momento di riflessione e preparazione del futuro. Lughnasadh è una festa di trasformazione, di passaggio, e ci suggerisce di riflettere sui cambiamenti della vita e di accettarli, migliorando ciò che possiamo migliorare e portare la nostra vita ad un livello più altro di creatività, per poter affrontare bene il nuovo anno di crescita.
Nel folklore britannico, con la derivazione medioevale cristiana, Lughnasadh prese il nome di Lammas “messa della pagnotta”, legato alle offerte propiziatorie tramite il pane lavorato con il primo raccolto.
Lo Spirito del grano muore nella macina, trasformandosi in farina. La ruota della macina diventa così il simbolo del raccolto e del cerchio solare. Si usava, infatti, far rotolare una ruota giù dalla collina come rappresentazione della fine del raccolto e l’avvicinarsi del declino del Sole, che tra poco lascerà spazio all’oscurità invernale.


Siamo al momento solenne della raccolta che ci assicura il cibo durante i mesi freddi. L'estate è il caldo, la crescita, l'abbondanza, il lavoro e il gioco delle spensierate lunghe giornate di luce, la bellezza dei giardini rigogliosi, la dolcezza frutti maturi, l'intensità del sapore delle verdure dell'orto e delle erbe del sottobosco come anche l'ingegno per la conservazione di tutto questo.
Tessere il grano è un'attività tradizionale (fare le bamboline). Il pane è infornato e l'altare è decorato con verdure e frutta del raccolto.

Lughnasadh è una festa che celebra sia il Dio che la Dea, un tempo dedicato sia al principio femminile che a quello maschile. Anche se maturiamo ciò che abbiamo costruito, raccogliamo i meriti per il nostro lavoro, il Dio si sacrifica volontariamente per mano della Dea e il sangue è sui campi come i semi a primavera. Il grano che matura è il prodotto di una pianta morente. La promessa di una nuova vita è nel cuore di ogni spiga che matura trasformandosi in grano, quindi in farina e quindi in pane che ci sosterrà nei mesi che verranno. La Dea stessa, nella sua fase di Madre abbondante e prodiga è presente come mietitrice del grano, di anime e di vita, la Crona che gentilmente conduce la vita nella morte per poter ricreare ancora la vita.

Il grano è sempre stato associati a divinità che venivano uccise e smembrate e che ritornavano dal mondo sotterraneo come Tammuz, Osiride ed Adone. Anche la storia di Demetra e Persefone è un ciclo di morte e rinascita associato al grano. Demetra, la Dea della fertilità, non avrebbe lasciato crescere nulla finché sua figlia non fosse stata liberata dal mondo Sotterraneo.

Per questa ragione fare il pane, specialmente quello di granturco è un atto sacro in questo Sabbat. Le torte rituali a volte vengono create con il volto degli Dei. Siate sicuri di invocare il Dio del Grano quando preparate il pane/torta e di infondere le vostre sicurezze all'impasto.


Ma non dimentichiamo che Lughnasad è un sabbat, è un momento di festa. Quando il vostro pane è sfornato e pronto da mangiare, tagliatelo a pezzetti con le dita e mangiatene qualche pezzo m
a sopratutto condividetelo, ricordando il Dio nelle vostre preghiere.

A LUGH
"luce di vita, luce di saggezza
questo è il tempio del mio antico signore:
in suo nome allontana la amarezza
e lasciami scorgere il suo infinito bagliore."

Corrispondenze:

Simboli
Luna Piena

Dee
Le Dee Madri

Colori
Rosso, Oro, Arancio, Verde

Cibi Tradizionali
Frutti del primo raccolto, Mele, Pane, Bacche, Grano, Patate, prodotti locali. Torte appena sfornate, sidro

Erbe
Malvarosa, Erica, Prugna selvatica, Grano, Orzo, Acacia, Aloe, Incenso, Mirto, Foglie di Quercia, Girasoli

Incenso
Rosa, Sandalo

Oli
Rosa, Gelsomino, Garofano, Lillà e Gardenia

Cristalli
Corniola, Citrino, Ambra, Tormalina, Avventurina, Peridoto, Sardonite

Dei
Demetra, Persefone, Cerridwen, Faunus, Lugh, Cerere e tutti gli dei che presiedono sull'agricoltura


Attività da svolgere per celebrare il sabba:
√ Decora la casa con spighe di grano legate da un nastro argento
√ Accendi candele gialle o dorate in onore della Luce
√ Dona dei chicchi di grano propiziatori alla Terra
√ Condividi sidro e pane con i tuoi cari

Danza



"Il raccolto è anche dentro di me
come il seme muta per tornare a vivere
non mi opporrò al cambiamento.
Come La Signora falcia il suo Amato
imparerò a lasciare andare chi non posso fermare
Come il raccolto viene conservato per superare l'inverno
anch'io imparerò ad aspettare che arrivi il momento per ogni cosa."
Simicca
Sitografia :
http://www.stregadellemele.it/main4.asp?pag=lugh
http://sfumaturedimagia.com/feste-del-fuoco-lughnasadh/http://www.quartadimensione.net/portaleedg/festcelt.htm
Bibliografia:
Appunti di una strega di città di Eva Paoli
L'Arte della Magia di Phyllis Curott
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In occasione di Lughasadh, il primo di agosto,
il Bio Green Food, l'associazione Lemuria e la Buca ai confini del mondo sono lieti di invitarvi alla celebrazione neo pagana del Sabba attorno al falò.
Ritrovo alle 20e30 alla Buca ai confini del mondo.

Apertura del cerchio, invocazione alla Dea e al Dio, danze rituali con tamburo, pratica della meditazione, condivisione del pane, ringraziamento alla madre e chiusura del cerchio.
*Vestitevi di colore giallo e/o verde ( colori del grano maturo)
portate:
*una candela
*un simbolo che rappresenti l'obiettivo che volete raggiungere ( ad esempio un libro di un esame che volete passare, una carta di credito per entrate finanziarie)
*un pane ( possibilmente fatto da voi stess* o comunque artigianale)
* il tamburo o i sonagli con i quali danzerete e un tronco da gettare nel fuoco.
L'iniziativa è gratuita e aperta a tutt*

domenica 26 marzo 2017

Acrobatica Antifascista

L'ultima iniziativa del Bio Green Food punta a fare andare il sangue al cervello,
dopo il trattamento anti cellulite celebrale con caffè filosofico del sabato pomeriggio,
abbiamo deciso di proporre verticali, ponti e spaccate come appuntamento del lunedì sera: allenamento acrobatico; che serve sì a rendere più flessibile e tonico il corpo ma giova anche -e tanto, come ogni attività sportiva- alla mente.
L'iniziativa è gratuita grazie alla disponibilità del CSA Brigata 36 che ci mette a disposizione i suoi locali; il BGF offre il servizio di cena da asporto a 9 euro per il dopo allenamento ( che è bene stare leggeri o essere a digiuno prima di fare acrobazie ;)
Iniziamo alle 20.30 e ne abbiamo per un'oretta abbondante.
Tutt* sono benvenut*


Fata Chiara, mia sorella socia, ha pubblicizzato l'evento sulla pagina facebook sei di Imola se… il primo commento è stato dell'amministratore ( a questa pagina sono iscritti ben più di 13.000 profili): “ ma non è il covo delle zecche rosse locali?”.

Dopo aver indagato sull'origine etimologica,che come prevedibile, è un termine ereditato dal linguaggio fascista degli anni '30 utilizzato per discriminare socialisti e comunisti; l'amministratore della pagina, che l'ironia della sorte vuole si chiami Salvatore, mi insegna come durante i fatti del G8 di Genova, famosi -ahimè- per la brutalità con cui gli agenti delle forze dell'ordine hanno malmenato i manifestanti, l'espressione “zecche rosse” fosse in voga presso i celerini. Infine Salvini, leader della Lega, erede di un movimento nato sotto slogan “perchè noi ce l'abbiamo duro” ha utilizzato in diverse occasioni.

Potrei rispondere a tono -il vocabolario rosso è forbito quanto il nero di insulti-ma non farebbe che alimentare la cattiveria dello scontro ed io ritengo che sia più giusto promuovere l'atteggiamento di chi ama il mondo, con la mia espressività.
Detto ciò, volevo presentarvi il brigata 36: centro culturale antifascista di Imola che è attivo e si da da fare per difendere i diritti negati dal fascismo e lo fa organizzando proiezioni di video, presentazioni di libri, laboratori musicali, di ginnastica ( come il nostro :), di giardinaggio. Serate di approfondimento e manifestazioni.
questo il sito: http://www.brigata36.it/

Io non ho vissuto la guerra e ho avuto la fortuna di studiare solo sui libri di scuola il genocidio e le nefandezze commesse in questo truce periodo storico italiano.
-Tanto vergognoso che viene solennemente sancita dalla costituzione l'impossibilità di ricostituire il partito fascista e viene condannata l'apologia dell'ideologia a questo sottostante, che si fonda sull'uso indiscriminato della forza per affermare una presunta supremazia nazionale-






ma nel mondo, attualmente, ci sono dittature fondate su questi presupposti e le notizie - poche- che circolano, o di cui vengo a conoscenza, mi preoccupano.
E vi dico la verità: Sono preoccupata. Sono molto ma molto preoccupata.
Ho paura dell'odio e di coloro che lo fomentano.


Idealmente mi piace pensare di lavorare per realizzare  inclusione e creazione, pertanto credo che siano da superare i movimenti di opposizione, ma riconosco come ancora attualmente l'anti-fascismo si trovi costretto a combattere schierato a difesa delle/gli immigrat*, delle donne, delle/gli omosessuali, dei trans, delle/gli sfrattat*, delle/i pover* e di tutt* coloro che vengono discriminat*.


Vivo a Imola, città medaglia d'oro al valore partigiano, sede di un circolo Anpi molto attivo, a cui il mio papa è orgogliosamente iscritto, sede del Brigata 36, di cui ho già scritto quanto vanti un calendario intenso e interessante di iniziative  e dal mio piccolo pulpito che è questo blog non so se ho il potere di fare grandi e passionali arringhe  per spronare chi mi legge a riflettere e a crescere nell'ottica del bene...

Ci sono momenti nella vita in cui sembra che l'unica soluzione sia spegnere tutto, disattivare, darci su, fare silenzio.
La saggezza orientale ci insegna come sia il silenzio ad avere vibrazioni più alte,
la musica quanto le pause diano senso al ritmo;
e in mezzo alla bruttura dei nostri tempi, in questa città con il fiato di discarica, continuano a fiorire gli albicocchi.


Da figlia della città medaglia d'oro al valore partigiano, Imola


Simona Biagi

chiudo con una canzone:
"solo io chiedo" di Mercedes Sosa
traduzione di C. Cormio:

Solo io chiederò

che la guerra non mi lasci indifferente

è un mostro grande e si divora 

la povera innocenza della gente

Solo io chiederò 

che il dolore non mi lasci indifferente

e che la Porca Morte non m'incontri

prima che queste parole siano spente

Solo io chiederò 

l'ingiustizia non mi lasci indifferente

non voglio mai più porger l'altra guancia

ed il cielo non ci ha mai donato niente

Solo io chiederò

che la rabbia non mi esca dalla mente

che chi è poi un bastardo non m'incanti

col sorriso che nasconde il niente

Solo io chiederò 

che il passato non sia mai dimenticato

e non si cancelli la memoria

dell'arroganza che ci ha sempre calpestato

E ancora chiederò

che il futuro non mi trovi diffidente

c'è ancora tanto da inventare 

per costruire una cultura differente

c'è ancora tanto da inventare 

per costruire una cultura differente




sabato 11 marzo 2017

Ecologicamente scrivendo


Il 2100 è l'anno che è stato pronosticato dalla maggioranza delle/gli scienziat* come data d'inizio della distruzione della razza umana poiché i ritmi di consumo e di produzione attuali stanno comportato una tale trasformazione dell'ecosistema tale per cui gli elementi che consentono la vita per la specie umana ( terra,aria e acqua ) saranno irrimediabilmente compromessi.

Questa è stata una delle considerazioni che ho ascoltato l'altra sera da Alberto Bellini, professore universitario, ingegnere con l'esperienza di assessore all'ambiente per il comune di Forlì che ha presentato il suo libro: Ambiente, clima e salute, alla libreria Monsignani grazie l'iniziativa organizzata dal Comitato Vediamoci Chiaro.

Sono informazioni pesanti e gravose sulla coscienza quelle di cui oggi grazie all'ecologia possiamo venire a conoscenza, creano panico e allarme ma purtroppo sono ineludibili quanto veritiere.

E' auspicabile che più pesante e grave sia giudicato il comportamento di chi davanti a questa evidente emergenza collettiva se ne lava le mani pensando solo al suo ora qui e adesso.
Combattere l'egoismo dettato dalla società dei consumi significa lavorare a livello culturale per cambiare i valori di riferimento.
E diciamocelo: ristabilire quelli che devono essere i valori umani.
Sono anch'io figlia di una generazione che ci ha cresciuto a merendine e portato a pascolare al centro commerciale, la tv mi ha drogato abbastanza quanto i videogiochi durante l'infanzia.

Capisco, mi sforzo di capire a dire la verità, chi oggi continua a essere dentro questi meccanismi ma
vedete, ci sono alternative. Alternative attrattive. Desiderabili.

Parliamo dell'auto ad esempio.
Io la uso poco e male (lo ammetto che la guida non è tra i miei talenti) e preferisco spostarmi in pattini o con la bicicletta.
Abito in periferia e ci sono 3 kilometri dal BGF a casa mia, e ora lasciatemi scrivere un po' di banalità:

-Fare movimento fa bene. Non solo per il fisico e il culo sodo ma per il cervello. Ossigena i neuroni. Quando sono costretta ad utilizzare l'automobile ( esclusivamente per motivi di spostamento di carichi) ho chiara la percezione psicologica di essere rinchiusa in un abitacolo e ho la sensazione che sia questa a manifestarsi nell'aggressività di chi clacsona o si mette a litigare per il parcheggio.
- Ci metto di meno a livello di tempo. Passando per le ciclabili e andando veloce percorro in 10 minuti la distanza. Con l'automobile barcamenandomi tra le rotonde, i semafori e la circonvallazione ce ne metto almeno 15.
-I livelli di Polveri sottili sono aberranti. La Pianura Padana è tra le zone più inquinate del pianeta. A meno che non utilizziate un auto elettrica, ogni volta che utilizziamo l'automobile contribuiamo ad avvelenare quest'aria-

Sono piuttosto critica sull'operare dell'amministrazione ma se c'è una cosa di cui proprio non mi posso lamentare sono le piste ciclabili.
Ci sono, collegano bene quasi tutta la città. Utilizziamole allora massivamente.

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Bellini da assessore all'ambiente ha analizzato il funzionamento della gestione dei rifiuti.
Se la gestione dei rifiuti viene appaltata a un'azienda privata quotata in borsa, il cui obiettivo è trarre il massimo profitto e che quindi lucra sullo smaltimento dei rifiuti, ovvio è constatare che non potrà mai essere interessata a ridurne il volume.
Sappiamo che i rifiuti inquinano, le direttive che ci arrivano dall'Ue affrontano con il concetto di economia circolare e suggeriscono pratiche virtuose per la gestione che Bellini ha elaborato in un modello che vede l'azienda comunale a raccogliere i rifiuti, che premia il comportamento dei/lle cittadin* virtuosi, non nel differenziare meno ma, nel produrre meno rifiuti.
E come si fa a produrre meno rifiuti? Bisogna evitare gli imballaggi, la plastica. Comprare sfuso, ai mercati di prossimità, attraverso i gruppi di acquisto solidali.

Nel modello di Bellini che è realtà per Forlì, lo smaltimento dei rifiuti è appaltato alle aziende del libero mercato ma nell'ottica del recupero e la raccolta gestita direttamente da un'impresa comunale.

Bellini era stato invitato l'anno scorso dalla CGIL durante la festa che fanno d'estate alla Tozzona a confrontarsi con Tronconi, il nostro assessore all'ambiente, sulla gestione dei rifiuti.
Commenta piuttosto sorpreso che erano in 4 gatti ad ascoltare.
Gli è stato chiesto cosa pensava dell'ampliamento della Discarica ed espresso il suo parere negativo, analizzando in termini di risorse economiche l'ipotesi, è stato attaccato dal Tronconi che ha chiesto di togliergli la parola e l'ha accusato di essere di parte politica.

Prima cosa che ci tengo a dire è che mi dispiace di non esserci stata io in prima persona a questo incontro ma ancor più mi dispiaccio di non trovare in rete informazioni sul dibattito di quella sera.

Bellini è entrato nella giunta piddina, è stato additato come leghista e come grillino ma ai fatti non ha mai preso tessere di partito. Quello che ha dimostrato è un'esempio di grande coerenza: da inizio mandato ha affermato che si sarebbe dimesso se a Forlì avessero autorizzato l'ampliamento dell'inceneritore e così ha fatto.

Una lezione evidente che non servono i simboli e le bandiere di partito per fare la buona politica. Servono uomini e donne di buona volontà, dotat* di forte coerenza etica e civile.
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Grosso taxi giallo
Hanno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio,
con un hotel rosa, una boutique
ed un riflettore che ondeggia.
Non ti sembra sempre
di non sapere quello che hai
finché non l'hai perduto?
Hanno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio.

Hanno preso tutti gli alberi
e li hanno messi in un museo degli alberi,
e hanno fatto pagare a tutti
un dollaro e mezzo per vederli.
Non ti sembra sempre
di non sapere quello che hai
finché non l'hai perduto?
Hanno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio
.

Hey, contadino
metti via il tuo DDT.
Non mi importa delle
macchie sulle mele,
lasciami gli uccelli e le api,
ti prego!
Non ti sembra sempre
di non sapere quello che hai
finché non l'hai perduto?
Hanno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio
.Hanno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio
.
 
Una notte...


Ascolta, l'altra notte, sul tardi,
ho sentito la porta a vetri oscillare,
ed un grosso taxi giallo
si è portato via la mia ragazza.
Non ti sembra sempre
di non sapere quello che hai
finché non l'hai perduto?
Hanno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio
.Non ti sembra sempre
di non sapere quello che hai
finché non l'hai perduto?
Hanno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio
.

Una notte h
anno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio
.
Io non voglio darlo via,
tu perché vuoi darlo?
Perché vuoi dar tutto via?
Hey hey hey
Io non voglio darlo via,
tu perché vuoi darlo?
Perché vuoi dar tutto via?
Io non voglio darlo via,
tu perché vuoi darlo?
Perché vuoi dar tutto via?
Darlo, darlo tutto via...
Perché vuoi?... Perché vuoi?Perché lo sta dando tutto via...
Hey hey hey"
J.Mitchell, traduzione di Gianni Festa


Tornando alle premesse di questo post: il 2100 è la data di inizio di distruzione della specie
mi chiedo, ma lo chiedo sopratutto a chi confrontandosi sul tema della discarica ha commentato con benaltrismo: “se la passano peggio a Taranto con l'Ilva” o ha sentenziato“ da qualche parte dobbiamo metterli i rifiuti”che senso hanno le nostre  opinioni se qua possiamo iniziare tranquillamente a parlare di estinzione umana?

Gente dobbiamo fare qualcusa, ognun* deve fare qualcosa.
E ci sia d'ispirazione Gandhi: sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

Al BGF partiamo dalla socialità e creiamo un momento di dibattito filosofico il sabato pomeriggio alle 17.
Vi saluto ringraziando a tutt* coloro che vi partecipano e alle persone degne di stima che con il loro esempio mi danno speranza.

Simona

venerdì 24 febbraio 2017

Domande sessiste

Udite udite Signor*,
il trattamento d'urto per cellulite celebrale che si svolgerà domani al caffè filosofico
avrà un tema che giunge dalla fresca notizia che Imola si doterà di un regolamento contro le pubblicità sessiste:


Premetto che aborro la fallocrazia  e vi propongo le seguenti domande:

1- Le donne che hanno contribuito al prodotto che si pubblicizza con provocazione sessista e alla pubblicità stessa non si sono sentite offese dal messaggio che veicola?


A tal proposito il documentario di  Lorella Zanardo e Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù 

" Il corpo delle donne" analizza come i corpi e i ruoli femminili siano rappresentati nei programmi televisivi,

 nelle immagini pubblicitarie, nei discorsi di politici e di gente comune.




2- Le donne che decidono di lavorare con la loro immagine e che questa vendono sono troie?
le pornostar dovrebbero vergognarsi? chi si fa le seghe dovrebbe vergognarsi?
Dove finisce la morale religiosa-civile e dove inizia la libertà di scelta? 

3- La società auspicabile è femminista o anti- sessista?

Vi linko il documentario sul popolo Moso in Cina, di Francesca Rosati Freeman, società  organizzata in matriarcato:



4- Quali sono gli stereotipi di genere? Vanno combattuti tutti o tutto sommato è giusto che sia l'uomo a dover pagare il conto e la donna a piangere ?

5- Può un regolamento comunale decidere che cosa è di buon gusto e cosa no per le/i sue/oi cittadin*?
in tal caso non trovate che usare l'immagine di una prateria per la pubblicità di  un superstore sia di cattivo gusto?


Il BGF,  a chi dona il suo contributo intellettuale, contro la cellulite celebrale, offre una tisana o un caffè.

Fatti un'opinione perché le le opinioni diventano i fatti.
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Io volevo fare la filosofa poetessa,
mi han messo in guardia: "non ci mangi"
così mi sono messa a cucinare
e dato che mangio, scrivo senza remore.
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Simicca





mercoledì 22 febbraio 2017

*** Balsamo per lo spirito anti cellulite celebrale***



Mai una gioia? /Tutta colpa loro? /Che stanchezza./ Non lo so?/ non ce la posso- puoi-possiamo-potete- fare.”
Affermazioni e domande molto negative, tipiche dei sintomi descritti da una malattia, a lungo ignorata ma capillarmente diffusa in tutto il mondo, che colpisce molt* indistintamente dal sesso e dall'età.
E' la cellulite nel cervello.
Questo disagio si crea a livello psichico perché i neuroni si ingabbiano nelle abitudini che li sottomettono in ranghi e stereotipi; idee preconcette che l'ambiente esterno introduce in noi.
-Omologati, convenzionati, abbassa la cresta, non essere troppo divers*-
da qui la crisi dell'individuo che rinuncia alla curiosità del sentirsi unico
per assuefarsi al ruolo sociale che recita.

Sentimento precisamente descritto da Pasolini nella "Ballata per le madri":


Il fatto è che si rischia e si rischia parecchio, nell'essere originale.
Espone alla critica (con conseguente derisione, denigrazione o isolamento) e non voglio assolutamente pensare a come possa ripercuotersi in maniera più pericolosa perché probabilmente avrei troppa paura delle conseguenze per permettermi la positiva arroganza che mi da l'ispirazione per scrivere; ma quello che è evidente è che l'originalità e la fedeltà a se stessi da un'adrenalina pazzesca: quella della libertà.

Vivo in una città non molto piccola, ma dalla mentalità estremamente provinciale.
Scrivendo il business plan parlo del targhet mercato imolese come:
il/ la consum-atore/trice medi* imolese ha una buona capacità di acquisto ma è estremamente vincolato alle logiche dettate dall'abitudine che lo portano ad affezionarsi a un locale senza considerare troppo approfonditamente le dinamiche che sottostanno all'attività stessa e senza dare molto spazio al provare cose nuove. La dinamica del gruppo e il marketing esteta prevalgono nell'individuazione delle scelte di consumo pertanto gli acquirenti si muovono come gregge di pecore che si insedia là dove l'immagine risulta essere più allettante. Si tratta di una zona provinciale dove vi è poca mobilità sociale e poca propensione all'apertura culturale”.
in questa mia ridente città natale, il modello aziendale di cui sono socia ha un enorme capitale umano e ideale che pare inevitabilmente collidere con le ambizioni di espansione economica.
Ma il BGF riesce a sopravvivere e a non andare (troppo spesso) in rosso sul conto corrente.
Come?
Ecco all'outing: Il BGF è una piccola comune di sorellanza.
viviamo assieme oltre a lavorarvici Chiara, Andrea ed io.
Facciamo yoga alla mattina prima di iniziare a cucinare e ascoltiamo musica meravigliosa mentre
prepariamo le portate del giorno.
La maggior parte degli ingredienti che lavoriamo vengono dai/lle produttori del Mercolbio, a cui partecipiamo oppure dal nostro orto, sebbene l'Appennino con le erbe spontanee contribuisca non poco.
Io ho una figlia, Chiara e Andrea un cane a testa e viviamo tutt* piuttosto felicemente sotto lo stesso tetto.
Il cibo non ci manca -potete immaginare- e nemmeno gli argomenti per conversare, e -vi posso assicurare – tanto meno le cose da fare.
Viviamo in maniera critica lo spirito edonista contemporaneo che indica la felicità nel lavorare il meno possibile e ci ribelliamo a tale istanza realizzandoci nell'attività che svogliamo.
Eppure, dato che credo che quando un sistema finisce per giustificarsi da solo sia molto triste perché significa che è chiuso, ecco che proponiamo l' invito del BGF all'aggregazione anti-cellultite celebrale.
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Una signora attempata si è fermata l'altra mattina davanti alla vetrina del BGF,
vedendola incuriosita sono uscita per invitarla ad entrare.
Mi ha chiesto: -ma voi vendete balsamo per lo spirito?-
Sul momento ho sorriso un po' spiazzata e ho bonficchiato qualche parola di convenevole ma ora so che no:
Noi non lo vendiamo il balsamo per lo spirito, noi lo regaliamo .


A tutta biogrinfanza contro la cellulite celebrale,
Simicca

sabato 11 febbraio 2017

***Appuntamento con la poesia di Jose***

\\ Incontro con la poesia di Jose giovedì 23 alle 18e30  //

Jose Jordan è un è un artista globale. Intendo definirlo globale all'insegna della relazione che ha la la geometria della sfera con il totale. E' nato a Tampico nel 1952 e in Messico ha studiato belle arti per poi laurearsi in scienze dell'educazione.
Lavorando nel Chiapas per un progetto di salvaguardia della cultura indigena si diletta con la sperimentazione scultorea e ceramica e con le tecniche incisorie per poi indagarsi nei contrasti del colore con la pittura e nel pathos catartico del teatro di marionette. 


 Grazie alla poliedricità del suo lavoro, sempre svolto con l'amorevole tenerezza dai colori sgargianti che è topico dell'indigeno che si evidenzia in ogni sfaccettatura dell'opera di Jose, viene invitato in Europa dove espone le sue opere prima in Svizzera poi in Italia.

 Arriva a Imola nel 2000. Negli ultimi anni inizia a dedicarsi alla poesia ricercando l'estetica delle parole nella semantica della grazia sentimentale.

Parole

Parole, parole, parole
parole d'amore come coltelli
che sfiorano la pelle
parole d'amore
che mordono l'anima
parole da bar
che diventano chiacchiere
parole senza senso
parole come muri
per bloccare il sentimenti
parole che diventano come una diga
per dosare le emozioni
parole invisibile senza senso
senza contenuto
parole affumicate
per fare il ripieno ai discorsi politici
parole di ribellione
per scatenare tempeste
parole d' amore
come una preghiera
per chiedere perdono.


Giovedì 23 febbraio avremo il piacere di ascoltare alcuni suoi versi accompagnati dai suoni del tank e dei cimbali.

Ho conosciuto Josè un paio di anni fa, entrambi spettatori di un concerto soul jazz da Elios.
Non ricordo molto della nostra prima conversazione, se non che fu estremamente eterea. Quello che so è che andai a casa con un plico delle sue poesie in borsa e inizia a covare l'idea di cantarle.
Da li a poco nacque il gruppo delle Aceituanas.


Avremo il piacere di ospitare Jose al BGF Giovedì 23 febbraio ore 18,30

Ciò che più vi colpirà del modo in cui lavora Jose, o meglio del modo in cui vive, è il fatto che riesce a trasportare un messaggio sempre estremamente preciso. Indigeno. Che da un carattere di forte tenerezza a tutte le sue creature.



Vi apettiamo giovedì 23 alle 18e30  con l'aperitivo biongrinfoso a 6 eurini.