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giovedì 24 novembre 2016

***Orari e Servizi***


                                                                     ***Gli Orari e i Servizi del Bio Green Food***


La bottega fatata apre presto al mattino:
già alle 7.30 dal lunedì al venerdì trovate molte leccornie per iniziare bene la giornata!
Nel fine settimana, dato che  i sabbat e i rituali si svolgono spesso nottetempo, apriamo alle 11 (il sabato e la domenica).
Chiudiamo sempre dopo pranzo alle 14e30.

Dal giovedì al sabato 
apriamo anche per cena o merenda dalle 17 alle 22.

In bottega prepariamo:
* la colazione composta da una fetta di torta o un muffin o biscottini accompagnati da un frutto e una bevanda a scelta ( veg-cappuccino/ caffe/ tisana o succo di frutta) a 4 eurini

 *il pranzo e la cena con possibilità di menù di assaggi, tisana e dolce a 12 eurini.

Inoltre ci occupiamo di:
*catering ( con possibilità di animazione per le feste)
*vendita di prodotti alimentari (materie prime quali farine e granaglie) sfusi
*partecipazione a fiere e mercati inerenti al benessere
*organizzazione eventi culturali e laboratori culinari
*collaborazioni con altre attività artigianali e commerciali
* laboratori scolastici sull'educazione alimentare


***Sia il cibo gioia per il palato, 
                           medicina per il corpo 
                                               e balsamo per lo spirito***

martedì 30 agosto 2016

Dialoghi sull'Islam




Il Bio Green Food propone un'iniziativa volta a conoscere e apprezzare la bellezza della cultura islamica.

Consapevole di quanto la paura del diverso sia endemicamente radicata nella nostra società, ritengo che solo la comprensione profonda dell'alterità possa essere la risorsa a cui appellarci per rapportarci al fenomeno della migrazione in un'ottica di reciproco arricchimento.
Occorre aprire la mente, captare il bello in ciò che è altro dalle nostre abitudini.

Ora dite la verità: Cosa sapete dell'Islam?

Personalmente sono fortunata ad avere un bellissimo ricordo che collego all'Islam: le danze dei dervishi turchi che vidi ad Istambul, durante un viaggio con amici, anni or sono.
Rimasi colpita all'eleganza e dalla grazia espressa nel movimento che si mostrava nel cerchio mentre i danzatori vorticavano su stessi in trance per entrare in contatto col divino.




Lo scopo dell'iniziativa del Bio Green Food, Dialoghi sull'Islam, propone il suo contributo al fine di arginare il dilagare dell'islamofobia e lo facciamo coltivando Islamosofia.

La saggezza è una virtù ricercata attraverso tutte le culture e ognuna ha congeniato gli strumenti e le cognizioni che le sono risultate più ideali nello svolgersi della linea del tempo pertanto occorre approcciarsi a fenomeni complessi come quelli religiosi attraverso l'interpretazione della letteratura e della storia.

Grazie alla presenza di Hamza, un amico praticante musulmano, ospite per questi lunedì sera di settembre dedicati alle conversazioni sull'Islam, avremo modo di approfondire l'Islam attraverso la letture delle surah del Corano.



Signor*, vi sto proponendo l'incontro con il vostro vicino. Conoscerlo e rispettarlo è molto meglio che giudicarlo e isolarlo.

Venite a farvi un'idea di Islam durante l'apericena del lunedì sera che prevede bibita e piatto con tante delizie fatate a 5 eurini


Una poesia del 14 ° secolo di Hafez (mistico e poeta persiano)

Mio Dolce, angelo frantumato
Non hai danzato così male, mia cara,
Cercando di stringere le mani dell'Unico Bello.
Hai danzato con grande stile,
mio dolce, angelo frantumato,
Per aver mai avvicinato il cuore di Dio a tutti.
Il nostro compagno è notoriamente difficile da seguire,
E anche i suoi musicisti migliori non sono sempre facili da ascoltare.
Che importa se la musica si è fermato per un po '.
Che importa se il prezzo per l' ingresso al Divino è fuori portata questa sera.
Che cosa importa, mia cara, se non hai la posta da scommettere per l'Amore Reale.

La mente e il corpo sono famosi per tenere sotto riscatto il cuore.
Ma Hafiz conosce le eterne abitudini del Beneamato.
Abbi pazienza, affinché lui non sia più in grado di resistere al tuo desiderio coltivato così a lungo.
Mio Dolce, angelo frantumato
Non hai danzato così male, mia cara,
Cercando di baciare l'Unico Bello.
Hai danzato con enorme stile,

O mio dolce, O mio dolce angelo frantumato


domenica 10 luglio 2016

Invito al Monologo con Butohsofia

C'era una volta un'hipster stressata, affiticata e avvilita.
Nel mondo reale la prova di sopravvivenza era intensa, spesso estenuante. L'unico modo per fare fronte all'incessante sofferenza le parve quello di immergersi nella natura così entrò nel bosco.
In una radura scorse una fata in compagnia di una folletta e di una wicca, sedute su grandi pietre disposte circolarmente attorno ad un altare runico.
La salutarono benevole al suo arrivo e l'hipster si sedette un pò intimidita al tavolo con loro.
La fata raccontava con candore: “Filtra molta luce frai rami del bosco in questa stagione, se a guardare il cielo mi acceco avrò l'accortezza di avere fiori tra le mani per dimenticarmi di farmi domande a cui non posso dare risposta e nello stesso tempo dare senso al tempo.”
“ Son pur sempre comodi a sedercisi, i frammenti della fantasia. Anche se bisogna starci attenti: sono fatti di specchi, taglienti lungo bordi e precari a saltarci sopra. Galleggiano sul fiume e l'acqua li porta.” asserì la folletta. Ci fu uno sguardo di intensa e l'hipster commentò: “Luccicano e riflettono questi raggi Uv diretti, senza protezione allo strato di Ozono. I martelli pneumatici riecheggiano e stridono fra le vie del centro e i livelli aberranti di polveri sottili, in questo afoso luglio”
La fata sorrise “ora sei qui con noi nel bosco magico e sei confortata, come tutte noi, dal suono della corrente, costante, nel serpeggiante fiume e dalla frescura dei grandi nespoli giapponesi.”
la wicca prese la parola: “Diamo al tempo il senso quando constatiamo la stoicità nella natura e siamo grate della generosità di Madre Terra, per questo verde che ci riempie gli occhi e rilassa la mente.”
la fata aggiunse: “Facciamo il gioco del vedere ovunque grazia e armonia”
“bello, bello” gridò la folletta: “nelle spirali disegnate nel bocciolo della rosa, nella simmetria delle ali della farfalla, nella ritmica del canto dei grilli”
La wicca aggiunse: “ nel movimento della luna, delle stelle e dei pianeti”
l'hipster azzardò: “ nelle relazioni multi spaziali o virtuali”

La fata, la wicca, la folletta e l'hipster si presero per mano in cerchio.
Celebrarono e venerarono Madre Terra.

Poi alla luce dell'alba danzarono il silenzio e le parole del non so:


“Io non so
se questa mia vita sia stata spianata su un buco vuoto
non so se quello che cerco
sia un insulto a quel vuoto
non so se il fatto di non avere un paio di ali
sia un premio o un castigo
non so se l'amore sia una guerra o una tregua
non so se l'abbandono d'amore
sia una legge
che la vita cuce
fino al ricamo finale
Io non so che farmene di questi nemici che premono
non so che farmene oggi
di questo oggi
e me lo ciondolo fra le dita
perplesse
io non so parlare quello che è sentito nel profondo me
non so parlarlo quell'essere
qui presente fra le vite degli altri
e non so perché guardando l'acqua del mare
mi salta in petto una gioia di figlia con la madre
non so se questa uscita mia
in un secolo a caso
se questo essere qui a casaccio
io non so spiegarmi questa malattia all'attacco del mondo
questa malattia che indolora
e vorrei sistemare ogni cosa
in un sogno puerile di tregua
in un dormire abbracciati
di guerrieri che si innamorano
io non ho capito
e dovrei
non ho capito il mondo della vita
io non ho capito la legge sottostante
ma esigono da me l'aver capito
io non so soccorrervi nel vostro sbando
non so farvi un canto della guarigione
non so farvi da balsamo
non so mettervi nel coraggio essenziale
nello slancio, nel palpito.
Non so spiegarmi l'imperturbabilità di Dio
e non mi spiego di non udire il suo grave lamento
il suo urlo di collera o di amore
e non so vederlo
ma vorrei, vorrei sentirlo almeno piangere
come piango io
guardando le faccie indolorate
guardando le faccie con grave malattia terrestre
e non so invocarlo
ne bestemmiarlo
che è troppo nella sottrazione
è troppo astratto per i miei chili umani
Io non so incastrarmi nei corpi circostanti
io non so
e forse non voglio
consegnarmi negli uffici del mondo
e stare buona nelle sale d'aspetto della vita
io non so nient'altro che la vita.
E molte nuvole intorno che me la confondono
me la confondono
e non so cosa aspetto
cosa sto aspettando
nello sporgermi al tempo che viene?
Io non so e vorrei
vorrei non stare fuori misura umana
fuori da questa taglia finita
io non so se la bellezza sia questa accademia di centimetri
se la bellezza sia questa carnevalesca decadenza di anime
io non mi spiego la crocifissione della grazia
e non mi spiego perché mi trovi in questo covo rivoltante
in questa fossa comune con gli orchi attuali
in questo lato barbarico della specie
e non so perché stando a occidente
non si ode quell'alleluia delle cose
io non so in quale mano, non mano, zampa di Dio
mi stanno torchiando e sottoponendo al duro allenamento
dei dolori terrestri
io non so se la solitudine
quello strazio chiamato solitudine
se quell'andare via dei corpi cari
se quel restare soli dei vivi
se quel portarci via le facce
se quel loro sparire di facce
che avevamo dentro il respiro
non so
io non so se il dono
se il dono
sia questo portarci via le carezze
questa slacciatura
io non lo so
è poco quel poco che so
e di questo poco io chiedo perdono
io chiedo perdono per quello che so
perdono io chiedo per tutto quello che non so”
Mariangela Gualtieri fondatrice del Teatro della Valdoca.






Monologo Performance
“La danza delle parole e del silenzio”
alle 19 in via Valeriani,
mercoledì sera,
brand Bardoni reading
Il monologo del “Non So”
butohsofia a cura di Simona

Aperitivo al BioGreenFood con sguazz di brandy alle more: 5 eurini





venerdì 10 giugno 2016

Colloqui con la divinità femminile

-Ti ho cercata Grande Madre, ho dormito a lungo ma non vi era nitidezza nei miei sogni.
- E' perché hai cercato nel sogno e non nella realtà, figlia.




- Ho tentato di essere reale ma non ero mai adeguata.
- Questo non ti ha fermata.
- Avrei dovuto fermarmi?
- Cosa ti ha fatto andare avanti?
- La voglia di rompere le prassi e i condizionamenti scrivendo dei versi così potenti che una mia poesia attaccata a un vetro avrebbe dovuto farlo infrangere in mille pezzi.
- I condizionamenti e le prassi sono una sorte di protezione che si usa per non essere ferite e tu invece lanci sfide. Perché ?
- E' dalle cicatrici delle ferite che si vede la forza, mi hai insegnato tu .
- Quanta presunzione, figlia.
- E' il carattere che mi hai dato, Madre.
Rimase in silenzio guardandomi stupita, 



poi mi strinse i polsi e guardandomi negli occhi mi disse:
- In questo mondo cosi sbagliato ti sei adeguata a usare la forza della rabbia. E' un condizionamento pessimo eredità della società patriarcale e maschilista. No, non è davvero ciò che ti ho insegnato io.

Sospirai perché, come sempre, aveva aveva ragione lei.
Non tentai nemmeno di trovare delle scuse ma abbassai la testa e sospirai:
- riconosco l'intensità e la frustrazione causata dal mio ego provocatorio e diretto.

Mollò la presa, mi indicò il cielo:
- Danzare, ridere, camminare a piedi nudi nei boschi e amare incondizionatamente, questo è il potere femminile che dovrai fare crescere per portare la luminosità delle stelle nella vita reale.
Concentrati nell'espandere il tuo essere, riconosciti negli elementi e non frapporre la tua identità al mio disegno. L'essenza dell'essere non è identità ma è anima.





- ci sono situazioni che mi mettono in soggezione
- affrontale
- mi sfuggono
- lascia andare allora. La bramosia e l'insistenza sono caratteristiche identitarie. Spogliatene e vivi leggera.
- non mi è facile
- nulla lo è mai stato bambina mia, sopratutto crescere non è facile ma non per questo puoi coltivare il tuo lato capriccioso. Sai di essere in grado di migliorarti. Fallo.
- ci proverò.
- Come ci proverai?
- rasenterò l'eccellenza
- bada di non cadere nella superbia
-Mi sembra più facile il rischio di cadere nell'autocommiserazione, che nella superbia
-sono le due facce dello stesso nemico: il giudizio. Emancipati dal tuo giudice interiore e sarai libera e felice.

L'alba iniziava a palesarsi nel cielo di giugno così la Grande Madre raccolse il suo cesto e il suo bastone propiziatorio. Mi baciò sulla fronte e si accomiatò benedicendo il giorno che nasceva e liberandomi dal passato.



sabato 16 aprile 2016

Il Referendum sulle trivelle, posizioni geologiche a confronto per una scelta consapevole: Vota Sì.

Domani abbiamo la possibilità di esprimere con il nostro voto se concedere i permessi per estrarre idrocarburi in mare, entro 12 miglia dalla costa (circa 20 chilometri da terra), debbano durare fino all’esaurimento del giacimento, come avviene attualmente, oppure fino al termine della concessione.










La tematica è molto tecnica ed io consapevole della mia incompetenza, vi riporto la posizione di due amici geologi:


Paolo, lavora sulle piattaforme e scrive:

Tante buone ragioni per non limitare l’estrazione di idrocarburi in Italia.
Prima di decidere se è giusto o no continuare ad investire nella ricerca di idrocarburi in Italia credo sia necessario riflettere avendo una visione più ampia e completa dei diversi aspetti coinvolti.
La logica “non vicino a casa mia’’ non può e non deve essere, lo spirito che anima le coscienze di coloro che hanno a cuore i temi energetici e ambientali.
Gran parte di coloro che intendono fermare le perforazioni, recitano all'infinito il mantra delle multinazionali cattive e dei disastri ambientali imminenti senza riflettere sugli aspetti tecnici e sulle reali possibilità che abbiamo di sostituire totalmente e nell’immediato, gli idrocarburi con fonti di energia rinnovabili.
In Italia dalla grandissima parte dei giacimenti offshore si estrae gas. Per questi il rischio ambientale è bassissimo, infatti il metano è un gas e se dovesse bruciare accidentalmente produrrebbe acqua e anidride carbonica.
Il metano è il combustibile fossile meno inquinante che ci aiuterà nella lunga transizione verso le rinnovabili. Non dimentichiamoci che in Italia esistono centrali elettriche che funzionano ancora a carbone.
Giacimenti di petrolio si trovano al largo dell’Abruzzo e della Sicilia, le profondità relativamente ridotte di questi mari rendono molto improbabile il verificarsi di eventi catastrofici, come quello avvenuto nel Golfo del Messico dove il fondale marino è a 1600 m di profondità.
Dopo l’incidente sul Piper Alpha nel Mare del Nord (1988) le misure di sicurezza per quanto riguarda tutti gli impianti offshore sono state totalmente riviste e migliorate.
Lo prova il fatto che in Italia, mai si sono verificati incidenti significativi ed il tasso di infortuni è bassissimo, anche confrontandolo con altre realtà industriali.
L’attività di perforazione ed estrazione di idrocarburi è molto complessa e richiede il lavoro di molte persone, per questa ragione è molto difficile nascondere situazioni di pericolo, TUTTO viene monitorato e registrato.
Vige la politica che ognuno può fermare il lavoro se dovesse pensare, che la sicurezza possa essere a rischio, ogni lavoratore è obbligato a scrivere regolarmente un certo numero di observation cards dove riportare malfunzionamenti o comportamenti scorretti, con premi in denaro e valori.
Questo non significa ovviamente che il rischio di un incidente è zero. Le multinazionali come tutte le aziende ricercano profitti, seguendo le normative vigenti nel paese in cui operano, per cui non mi stupirei se pratiche non permesse in Europa siano tollerate in altri paesi. Nulla le terrorizza di più del danno di immagine e del danno economico che qualsiasi incidente comporta. Le azioni della multinazionale BP sono crollate del 50% in seguito all’incidente del Golfo del Messico ed il danno di immagine è stato enorme. Se lo stesso incidente fosse avvenuto in Africa non avrebbe avuto la stessa risonanza sui media, sarebbe già dimenticato.
Ora un momento per fare un poco di chiarezza nella nebbia che ci avvolge.
In Italia NON si fa fracking, chi dice il contrario mente o non conosce che cosa sia il fracking.
Non esiste quindi un rischio di terremoti provocati dal fracking ma come ben sappiamo purtroppo l’elevata sismicità dell’Italia è correlata a cause del tutto naturali.
La perforazione e l’estrazione di idrocarburi NON contamina le falde acquifere. Infatti non appena si conclude la perforazione si installa lungo il pozzo un rivestimento in acciaio (casing) e viene completamente cementato l’intercapedine tra la roccia e il casing. Questa operazione viene ripetuta più volte in modo tale che alla fine si ottenga un’alternanza di più livelli di acciaio e cemento che isolino completamente il pozzo dalle rocce circostanti.
NON uccidiamo i delfini. Non conosco il trend della popolazione dei cetacei nel nostri mari ma non credo che gli impianti di perforazione siano responsabili per il probabile declino. Che ne dite di tutti gli scarichi fognari dei nostri efficientissimi depuratori? la plastica e tutto ciò che buttiamo nei fiumi? il pesce che peschiamo oltre ogni ragionevole limite? Mi raccomando domani tutti a mangiare sushi all’all you can eat, che bravi che siamo a convincerci che amiamo il mare.... Certo si può sempre migliorare, adesso durante le perforazioni vengono posizionati in mare dei sensori che rilevano la presenza di cetacei entro un raggio di 1 miglio. Se presenti, le operazioni che possono comportare stress per loro vengono interrotte o limitate. La bella verità è che sotto le piattaforme trovano rifugio tantissimi pesci, su youtube c'è un bellissimo video sulla piattaforma Vega in Sicilia, guardatelo per ricredervi.
Rimane il fatto che oggi gli italiani consumano tanto petrolio e tanto gas. Lo compriamo in gran parte dall’Arabia Saudita, Russia, Nigeria, Iran ed altri paesi con democrazie assenti o poco credibili e che sicuramente in campo ambientale non hanno la stessa cultura che abbiamo maturato in Europa. Credete che i diritti dei lavoratori o le basilari norme ambientali che ci stanno tanto a cuore, siano la loro massima preoccupazione? Quanta ipocrisia... Cose che ho visto in certi paesi sarebbero impensabili in Italia.
Concludendo, limitare l’estrazione di idrocarburi in Italia non significa automaticamente rimpiazzarli con altri tipi di energie non inquinanti o scongiurare qualsiasi sversamento di petrolio in mare. Le petroliere continueranno a solcare i nostri mari per rifornirci di petrolio e passeranno quotidianamente vicino alla nostre amate Tremiti e al resto delle coste italiane. Qualcuno ricorderà che il più grande disastro ambientale avvenuto in Italia è stato provocato dalla petroliera Haven nel 1991.Per quanto mi riguarda preferisco l’idea di sfruttare le risorse che abbiamo, utilizzando le tecnologie più avanzate, prendendomi le relative responsabilità e affidandomi a tecnici specializzati con anni di esperienza che credo sappiano fare bene il proprio lavoro. Ultima cosa, per favore, se ne dobbiamo parlare utilizziamo l’italiano, si sta discutendo di PERFORAZIONI non trivellazioni, la povera trivella non è mai stata utilizzata nell’ambito petrolifero. “


Flaminia,  lavora per lo Stato, mi spiega:

In Italia c'è più estrazione di gas che di petrolio ma là dove sono presenti le piattaforme: Basilicata e Puglia, nella zona di Taranto in primis, si riscontrano problemi di salute diffusi nella cittadinanza (l'incidenza tumorale è statisticamente maggiore).
E' ovvio che passare da un giorno all'altro all'utilizzo delle rinnovabili è impossibile ma è anche vero che un esito positivo del referendum sancirebbe la direzione della politica energetica verso il potenziamento delle fonti alternative. In tal caso l'energia eolica potrebbe rappresentare un buon punto di partenza perché tutte le coste italiane hanno caratteristiche idonee alla produzione di questa.
Un'altra fonte che dovrebbe essere maggiormente valorizzata è il geotermico, come ci dimostra la Toscana che vive di questa fonte ( sfruttando il calore naturale emessa dal sottosuolo)oppure in pianura padana dove si sfruttano le variazioni di temperatura naturali del primo sottosuolo.
Geologicamente parlando sfruttare tutto il giacimento fino all'esaurimento o fino ai livelli consentiti dalla legge non cambia nulla nella sostanza perché quella che sarebbe la migliore direzione da prendere è la dismissione di questi impianti di perforazione o di trivellazione per investire nella produzione green, consapevoli che ci vuole del tempo ma sopratutto che ci vuole una direzione politica che vada in questo senso.
Ci sono un sacco di informazioni di cui non siamo a conoscenza: ad esempio esistono le macchine ad idrogeno e sono brevettate ma l'interesse economico delle multinazionali è focalizzato sul petrolio e i suoi derivati per cui rimangono un brevetto non immesso nel circuito produttivo.



Per concludere un altra cosa su cui riflettere è che il governo e  il tam tam mediatico (che mi suona meglio come medio idiotico ;) dei giornali di partito che invita il popolo a non prendere posizione. Un popolo ignorante si governa meglio ovviamente. Dobbiamo  indignarci di questi fantocci e dell'insulto che fanno al nostro diritto di cittadini di esprimerci su tematiche così importanti.

Non è lo spirito di “ non a casa mia” che ci deve muovere. Ha ragione Paolo su questo. Lo spirito ecologista dev'essere emancipato dal campanilismo, infatti si muove con coscienza collettiva sulla tematica dei beni comuni nel rispetto per madre terra. Se devo trovare uno slogan a cui appellarmi eccolo: “Difendi la volontà di un futuro pulito e del rispetto per madre terra. Esercita il potere che hai come cittadino di esprimere la tua volontà. Vai a votare e vota sì!"

E per la cronaca: il mantra delle multinazionali cattive e dell'imminente catastrofe ambientale che si prospetta dall'attuale evoluzione dell'economia non sarà mai ripetuto abbastanza finché tutti non saremo consapevoli, informati e attivi.




Ho bisogno del mare perché m'insegna:
non so se imparo musica o coscienza:
non so se è onda sola o essere profondo
o sola roca voce o abbacinante
supposizione di pesci e di navigli.
Il fatto è che anche quando sono addormentato
circolo in qualche modo magnetico
nell'università delle acque.
Non sono solo le conchiglie triturate
come se qualche pianeta tremante
partecipasse lenta morte,
no, dal frammento ricostruisco il giorno,
da una raffica di sale le stallattiti
e da una cucchiaiata il dio immenso.
Ciò che m'insegnò prima lo custodisco ! È aria,
vento incessante, acqua e arena.
Sembra poca cosa per l'uomo giovane
che giunse a vivere qui con i suoi incendi,
e tuttavia il battito che saliva
e scendeva al suo abisso,
il freddo dell'azzurro che crepitava,
lo sgretolamento della stella,
il tenero dispiegarsi dell'onda
sperperando neve con schiuma,
il potere quieto, lì, determinato
come un trono di pietra nel profondo,
sostituì il recinto in cui crescevano
ostinata tristezza, oblio accumulato,
e bruscamente cambiò la mia esistenza :
diedi la mia adesione al puro movimento.


Pablo Neruda
Memorial de Isla Negra
1964




mercoledì 13 aprile 2016

La bambina del ponte





Fu in una notte d'inverno credo, o forse era solo verso sera, che una bambina con le trecce bionde,
(che disse di venire dalle lande perdute del Nord),
prese per il braccio l'uomo che incrociava il suo sentiero.
Strattonandolo gli chiese: “sai chi sei?”
Lui rimase interdetto da principio ma poi rispose:
“non è una domanda che mi sono mai posto”
lei sorrise timidamente mentre tentava di nascondere un certo imbarazzo.
“le domande se le fa solo chi ha il coraggio di trovare le risposte” pensò lei ma rilanciò il dialogo:
“sei felice della tua vita senza domande importanti e senza risposte precise?”
lui risposte “io non ho cuore e provo indifferenza”

La bambina sentì l'ululare del vento e il gelo dentro al suo corpo.
“Ho freddo, puoi abbracciarmi?” gli chiese
Lui rispose: “sentiresti solo più freddo”

La bambina sgranò gli occhi, pestò i piedi e urlò:
“ Guarda la campagna che ci circonda , guarda le stelle e ascolta le cicale… è meraviglioso.
Come puoi non provare niente?”

Lui, distaccato: “è utile provare tanto?”
la bambina era sempre più infreddolita e le parole le uscivano a stento: “è abbastanza utile per dare significato ai miei giorni” e se andò.


giovedì 7 aprile 2016

Al sole come i gatti



Ho conosciuto Marta il mese scorso in una scuola dove seguo l'integrazione culturale di una bambina camerunense. 
Lei era lì a condurre il laboratorio di fumetto, invitata da una brillante insegnante di lettere.
 -Dio grazie che esistono personaggi eroici nella scuola che combattono contro il degrado della società contemporanea- 
Bhe, mentre istruiva i/le ragazz* io ho fatto l'errore di prendere in mano il libro, sfogliarlo e leggere le prime pagine… 






da lettrice compulsiva ossessiva morbosa ho poi passato il pomeriggio a pregare di trovare il tempo nella mia vita delirante di andare a comprarlo ma ahimè, non l'ho avuto.
La fortuna deve aver avuto pietà della mia disperazione e me l'ha fatto poi fatto trovare nel fine settimana alla rassegna Enolibrì al Tpo.
Che dirvi? Io, questa grafic novel l'ho letta con estremo rapimento, l'ho assaporata nella sua genuinità e ritengo abbia davvero il sapore intenso delle autobiografie di chi ama le sue radici. 
Marta con le sue strisce sa trasportare il lettore negli angoli romani più pittoreschi e ci svela come si cresce nella capitale partendo dalla spensieratezza dei giochi infantili in borgata fino a giungere alle feste adolescenziali più esclusive.






 Il tutto parte da un viaggio che non è metafora del senso di andare quanto di quello del restare. E' forte il senso di identità grazie alla provenienza eppure si affronta, forse più consapevolmente, il desiderio dell'andare, di costruirsi in modalità differenti. 







Sono molta contenta che Marta sia approdata a Bologna e di avere avuto occasione di conoscerla in una sperduta scuola media della bassa imolese, e sono contenta per gli imolesi perché Marta verrà a parlare di “ Al Sole come i gatti” martedi 19 aprile alle 18,30 al Bio Green Food .

Al sole come i gatti” è pubblicatodalla Bao Publishing, una delle più conosciute e attive case editrici italiane del momento, che ha fatto il botto iniziando a pubblicare Zerocalcare e poi si è fatta sempre più strada portando in Italia titoli esteri e scommettendo sui giovani come lei. 
Assicuriamo una lunga vita agli editori e agli scrittori comprando libri! 

venerdì 29 gennaio 2016

Imola in Love- Amore per Madre Terra- Un canto libero


**Gli eventi sono GRATUITI (tranne quelli culinari)**
**aperitivo a 5 euro** 

Una settimana per festeggiare l'amore nella molteplicità delle sue forme:

♥ per l'arte:
L’artista è un ricettacolo di emozioni che vengono da ogni luogo: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma di passaggio, da una tela di ragno.
(Pablo Picasso)


lun 8 : ore 19,30 Draw & Dream True Love. Laboratorio di disegno con pennarelli a cura del writer e tatuatore Dieguito

♥ per l'ambiente:

Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d’arte che si possa desiderare.
(Andy Warhol)


mart 9: ore 18,30 Dialogando con l'attivista Cinzia Morsiani, sull'amore per la madre terra e il rispetto per l'ambiente.

♥ per lo spirito: 

Tutte le cose davvero importanti (bellezza, amore, creatività, gioia, pace interiore) nascono al di là della mente. Così cominciate a risvegliarvi.
(Eckhart Tolle )


merc 10 : ore 18,30 amore universale e amore compassionevole nella filosofia buddista. Dialogo e pratica meditativa a cura dei membri dell'associazione Jhana Retreat

♥ per l'estetica:

La più diffusa malattia degli occhi è l'amore a prima vista
(Gino Cervi)

giov 11: ore 18 mostra fotografica: “fra i paesaggi di bosco incantato e valli pittoresche, la fiera dolcezza del regno animale” a cura di Marco Maccarelli

♥ per il gusto:

Ho dei gusti semplicissimi: mi accontento del meglio.
(Oscar Wilde)

ven 12: Laboratorio culinario Bio Love. Dalle 18 alle 21.
Costo della serata 25 euro compresa la cena.
Il Menù prevede:
* pasta fresca vegan alle verdure croccanti
* soufflè alle erbette
* cavoli all'estragone

♥ per la cucina:


In cucina funziona come nelle più belle opere d’arte: non si sa niente di un piatto fintanto che si ignora l’intenzione che l’ha fatto nascere.
(Daniel Pennac)

sab 13:
Laboratorio culinario Lovegan. Dalle 10 alle 12.
Preparazione della Torta afrodisiaca di miglio.
Costo 20 euro compresa della torta che ogni partecipante porterà a casa.

♥ per la musica e la convivialità :


"Dove c'è musica non può esserci nulla di cattivo."



dom 14:
ore 18,00 aperitivo bio vegan a cura del Bio Green Food presso il bar Baricentro sulle note tutte al femminile delle Aceitunas e Le Forcina
In buffet:
involtini di farro al tantra
farifrittata al cuore delle erbette
polpette della passione
insalata di orzo e di amore



Inno all'amore

tratto dalla Prima Lettera ai Corinti di San Paolo:


"Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi l'amore,
sono come un bronzo che risuona
o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia
e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza,
e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne,
ma non avessi l'amore,
non sarei nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze
e dessi il mio corpo per esser bruciato,
ma non avessi l'amore,
niente mi gioverebbe. L'amore è paziente,
è benigno l'amore;
non è invidioso l'amore,
non si vanta,
non si gonfia,
non manca di rispetto,
non cerca il suo interesse,
non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell'ingiustizia,
ma si compiace della verità.
Tutto copre,
tutto crede,
tutto spera,
tutto sopporta.
L'amore non avrà mai fine".