L'iridescenza
è un fenomeno ottico che descrive la percezione della luce.
Iridescenze,
l'ultima raccolta di poesie di Daniela Visani, raccoglie uno spettro
molto ampio di colori e di emozioni.
Suddivisa
in 5 capitoli che indirizzano il/la lett-ore/rice sul sentiero
percettivo dei movimenti fonetici e dei giochi di allitterazione,
l'opera sprona il pensiero verso orizzonti di passione e di tenerezza
mentre accarezza il sentire profondo dell'anima con riferimenti
mitologici e iconografici.
Una
poesia evocativa che sa essere, al tempo, agro-bucolica: vorrei
partorire/radici e rami,/per cantare/ la terra al cielo/ quanto
denuncia dell'alienazione cittadina: Nei centri commerciali/
canzonette /imballano oggetti, / freddi carrelli/ vomitano/ plastica
e parole/ ma
che non rinuncia alla ricerca dell'etereo o del senso
divino: Seducimi,/ le mie catene/ spezza,/ ascolta il mio
canto sacro,/ e ti farò salire/ al cielo.
Iridescenze
ha molte sfaccettature -concedetemi di scrivere che- mai titolo fu più
azzeccato.
Daniela
Visani è una concittadina imolese che -consentitemi ancora- vanta
una carriera iridescente; poiché oltre ad essere poetessa, è
chitarrista (diplomata al conservatorio di Modena) e lavora nel
settore ambientale ( è laureata in Scienze Naturali).
Con
le sue poesie ha guadagnato il posto di finalista al “Premio
Europeo Wilde 2014” e al “Premio Nazionale di poesia … in cerca
della seconda Perla… 2014”.
Grazie
al 3° premio ricevuto al “Concorso Internazionale Salvatore
Quasimodo 2015” Aletti Editore ha pubblicato una sua silloge.
Una
sua opera verrà inserita nell’Antologia Accademica “La Poesia
nel XXI secolo” in collaborazione con l’ Osservatorio
Parlamentare Europeo. La Fondazione “Mario Luzi” ha pubblicato
sue poesie nell’Enciclopedia di Poesia Contemporanea. Suoi
componimenti umoristici, “zirudelle”, sono pubblicati
periodicamente nel blog di Alberto Forchielli.
Giovedì
26 gennaio dalle ore 18.30avremo il piacere di
ospitare Daniela al BGF, che suonerà con la figlia
Beatrice Martelli ( giovane e virtuosa violinista) un raffinatissimo
repertorio musicale :
*
Pavana di G. Faurè per violino e chitarra
*
Meditation da Thais di J. Massenet per violino e chitarra
*
Allemanda dalla Partita in Re min. di J. S. Bach per violino solo
*
Un dia de Noviembre di L. Brower per chitarra sola
*
Gabriel's Oboe di E. Morricone per violino e chitarra
Ogni
brano verrà intervallato da 3 poesie tratte da Iridescenze,
interpretate dalla voce Giulia Bardoni.
Segue
conversazione con l'autrice, aperitivo a cura del BGF a 6 eurini.
Per stuzzicare la vostra curiosità vi dedico la poesia: Rosso
Questa
prima lunazione dell'anno solare, terzultima nell'anno lunare, è
chiamata Luna calma, Luna della neve, Luna fredda, Luna casta, Luna
brillante o Luna del piccolo inverno; ma la dicitura “Luna del
lupo” sottolinea la caratteristica di inselvatichimento dell'anima
che riflette il comportamento dei lupi: animali che nell'inverno
freddo e nevoso, corrosi dai morsi della fame, sono costretti ad
avvicinarsi ai villaggi per trovare cibo. Lo fanno con disperazione e
ferocia perché spinti dalla necessità ( 'ci hanno insegnato che non
è un delitto il non rubare quando si ha fame' cantava Faber) ma
sappiamo che i lupi vivono in branco e dal branco dipendono per la
sopravvivenza.
Una
dimostrazione della derivazione della forza del singolo dalla
solidarietà del gruppo.
Clarissa
Pinkola Estés nel suo libro "Donne che corrono coi lupi"
associa il temperamento e la sorte dei lupi a quelli delle donne:
“I
lupi e le donne hanno in comune talune caratteristiche psichiche:
sensibilità acuta, spirito giocoso, e grande devozione. Lupi e donne
sono affini per natura, sono curiosi di sapere e possiedono grande
forza e resistenza. Sono profondamente intuitivi e si occupano
intensamente dei loro piccoli, del compagno, del gruppo. Sono esperti
nell'arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli; sono fieramente
gagliardi e molto coraggiosi. Eppure le due specie sono state
entrambe perseguitate, tormentate e falsamente accusate di essere
voraci ed erratiche, tremendamente aggressive, di valore ben
inferiore a quello dei loro detrattori. Sono state il bersaglio di
coloro che vorrebbero ripulire non soltanto i territori selvaggi ma
anche i luoghi selvaggi della psiche, soffocando l'istintuale al
punto da non lasciarne traccia. La rapacità nei confronti dei lupi e
delle donne da parte di coloro che non sanno comprenderli è
incredibilmente simile.”
La
luna del lupo è una Luna di inizio pertanto le energie ed il potere
sono fievoli e non abbastanza intensi per trasformarsi in azione.
Giacciono pigri, addormentati sotto la terra ghiacciata, ed è così
che risulta essere quanto mai opportuno conservare l'energia per le
anime all'interno del nostro Cerchio.
Quando
la Luna del Lupo si leva alta nel cielo, è necessario ricordarci la
lezione del predatore che dà il nome a questa Luna: innanzitutto,
riconducendo tutto che ciò che siamo, ciò che possiamo essere e ciò
che vogliamo essere, a ciò che ci è stato dato dalle persone che
abbiamo intorno: la famiglia naturale e spirituale.
Coloro
che sono quotidianamente al nostro fianco per supportarci, aiutarci,
criticarci o anche solo semplicemente perché ci sono, con la loro
presenza indirizzano la nostra esistenza, ringraziamoli della forza
che ci danno, dimostrando loro l'affetto e la stima che ci lega
affinché il calore delle attenzioni consolidi il rapporto.
Quale
sublime goduria è quella di accendere il
camino e trascorrere il tempo con i/le car*, con le persone di
sempre?
Quale
fortuna è cullarsi nella vita familiare, in compagnia di chi amiamo,
coccolando
e lasciandoci coccolare?
L'energia
che si trasmette in questo circolo di protezione appartiene alle
frequenze più profonde e lavora in modo da armonizzarci con il mondo
esterno educando la nostra predisposizione ad aprire il cuore alla
socializzazione e lo fa quando ci prendiamo cura di chi abbiamo
vicino e lavoriamo sui nostri problemi personali e su quei blocchi
che coinvolgono solo noi.
Vi
propongo queste piccole accortezze per celebrare questa luna:
*Indossare
abiti di colore bordeaux o rosa (simbolo dell'amore familiare e dello
spirito di solidarietà.) *Decorate
l'altare con foto di familiari e amici e ricordi di occasioni
speciali. * Usate
candele di colore rosa o bordeaux e bruciare dell'incenso la notte di
Esbat.
* Bevete tisane di betulla e maggiorana
La preghiera che vi propongo di
recitare, appartiene alla tradizione spirituale degli indiani
d'America. Popolo che considerava sacro il lupo.
Preghiera
del Lupo Ti
chiamo, Lupo, tu che vaghi per le terre selvagge, tu
che cammini nell'ombra silenziosa, tu
che corri e salti tra gli alberi coperti di muschio, prestami la tua
forza primitiva e la saggezza dei tuoi occhi splendenti! Insegnami
a seguire con pazienza i miei desideri, così come tu segui le tracce
della tua preda. Insegnami
a pormi a difesa di coloro che amo, così come tu difendi il tuo
Branco. Mostrami
i Sentieri nascosti, le terre illuminate dalla Luna. Spirito
Feroce, cammina con me, nella mia solitudine, ulula
con me per le mie gioie, presidia
il mio Cammino in questo mondo e
proteggimi lungo la strada.
Buon Esbat care anime,
con l'augurio che possa l'ululato del
nostro cuore essere sincero e nobile, fedele e leale al branco cui
appartiene,
Premetto prima di iniziare con questo post che sono stata recentemente redarguita:
“un* brav* commerciante si
astiene dal prendere posizioni e fare politica”
***
L'affaire Panettone***
Ero
a casa una sera di metà dicembre e stavo tranquillamente e
amabilmente trafficando con i panni da stendere quando ho ascoltato
la pubblicità della Motta:
“Tofu
tritato Seitan e alghe esiccate cotto per 30 secondi in
microonde ...e invece no... da oggi con bacche di
goji! ..scherzo."
ho
un attimo di mancamento ed è proprio il caso di scrivere che quasi
mi casca la catinella (con i vestiti!)
ma
poi mi incazzo e basta.
-Permalosità,
vittimismo?-
bhè,
un certa dose di sbroccosità da utero sconquassato ( non vorrete
mica che scriva da “palle piene”?) dovuto alle infinite prese per
il culo e sfottò sul movimento vegan da parte dei media e della
massa ca(davere)rnivora mi sembra ben più che doverosa da
considerare.
Superata
la fase critica dell'incazzo, il cui unico frutto è farmi possedere
da un arterio tale che non si ammansisce nemmeno se faccio su e giù
per Imola-Valsalva in bici 2 volte (n.b. distanza 25 km in salita
appenninica), grazie all'intervento di amicici* saggi* che con il
dialogo riescono a far carburare la messa in moto della parte
r(e)azionale del mio cervello (spesso preso da viaggi antropofilosofici
che mi distolgono notevolmente dalla realtà concreta delle cose) ho deciso di
sana pianta (o di sana foglia come da serranda BGF), che avrei
insegnato alla Motta cosa significa mettere al mondo un panettone.
Il
primo impasto l'ho fatto la mattina con:
230
grammi di farina tipo 1 del Podere Torre dei Campani
50
grammi di zucchero di canna integrale del commercio equo solidale
70
grammi di olio Evo bio
90
grammi di acqua
35
grammi di panna veg
60
grammi di lievito madre Prima si prepara la miscela di olio e panna sbattendoli energicamente con una
frusta affinché si leghino poi si scioglie lo zucchero nell'acqua e si impasta con la farina per poi aggiungere il lievito madre.
L'impasto
viene adagiato in una ciotola e coperto con un panno bagnato, posto a
lievitare per 12 ore a una temperatura di 28°.
Alla
sera, trascorse 12 ore ho reimpastato il composto aggiungendo 70
grammi di farina, 50 grammi di zucchero, un pizzico di sale, 20
grammi di malto ( precedentemente) aromatizzato con scorze d'arancia
e bacche di vaniglia, 100 grammi di uvetta sultanina o di scaglie di
cioccolato e per ultima l'emulsione di 30 grammi di panna veg con 60
grammi di olio Evo.
Una
volta accorpati tutti gli ingredienti, si ottiene come risultato un'impasto elastico e
flessibile. Ora si dovranno aspettare 40 minuti in cui si lascia puntare l'impasto per poi
procedere con la pirlatura ( che è la tecnica di formare la
rotondosità di un impasto con le mani) infine si
adagia nello stampo da forno.
Ho
scritto un haiku per benedirne la crescita:
***
haiku del Panettone*** L'
impasto, nella notte, triplicherà. Il
lievito madre, in luna crescente,lo nutrirà E
un buon panettone diventerà Grande
come il mondo Perché
creato rotondo
Era luna crescente, l'impasto è triplicato.
La
mattina successiva con cuore trepidante di mamma, alle ore 7 (tracorse 7 ore nella seconda levitazione) mi sono
precipitata al BGF per controllare la crescita della mia creatura.
(vi confesso che il cuore mi batteva forte allo stesso modo quando ho
messo i pattini a mia figlia per la prima volta e scrivo da
pattinatrice sfegatata di lunga data).
L'impasto
non ha deluso: era cresciuto fino ad arrivare a 2 cm dal bordo della
forma
così ho cotto i panettoni a 150° per un ora per poi
ribaltarli infilzati con bacchetti di legno e lasciarli riposare così
per 12 ore. Lo sguardo immortalato in questa foto descrive con precisione iconografica la passione con cui ho creato i panettoni BGF.
La fine del procedimento è stato il confezionarli ed etichettarli.
In
tutto ho sfornato 40 panettoni.
37
venduti. 1 regalato, 1 condiviso e 1 mangiato.
In
fin dei conti dovrei quasi ringraziarli quelli della Motta. Avevo
pensato di mandargli uno dei panettoni BGF ma poi...
un
po' perché non ne avevo a disposizione, un po' perché mi tirava il
culo e ne avevo zero di fare la splendida, non l'ho fatto.
così
ho pensato a questo spot:
“ Avreste
potuto metterci:
farina
bio locale, cioccolato del mercato equo e solidale, lievito madre
e
invece avete fatto dei panettoni con gli ingredienti di sempre.”
Mi sento anche di dedicargli una poesia di Daniela Visani, poetessa
imolese che il BGF avrà il piacere di ospitare giovedì 26 gennaio. Si chiama “Disagi”:
Nei
centri commerciali
canzonette
imballano
oggetti,
freddi
carrelli
vomitano
plastica
e parole,
mentre
un disagio
di
neon in mensa
insegue
panettoni.
La
morale di questa storia parte dal luogo comune“non tutto il male
viene per nuocere” per arrivare
al
motto più propositivo “ ti insegno a panettonate come si fa il
bene.”
Quello
che vorrei fare l'anno prossimo è bandire un contest in cui proporre
l'assaggio del Panettone BGF e quello Motta chiedendo ai partecipanti
di esprimersi sul confronto, e poi premiare l'analisi più critica.
Non
lo farò perché mi toccherebbe comprare un panettone Motta.
Mi
piacerebbe tantissimo rubarlo da un centro commerciale seguendo
l'esempio di Juan Manuel Sánchez Gordillo, sindaco di Marileda, che
nel 2012 è stato l'artefice dell'espropriazione forzata di alcuni
prodotti alimentari dal supermercato Mercadona; ma il suo agire era
giustificato da propositi ben più necessari dei miei, poiché i
carrelli dei beni alimentari requisiti sono stati distribuiti alla
parte più povera della popolazione.
Quindi
diciamo che finisce qui questa storia turbolenta e iperbolica di
panettoni; che se si è trattato del capriccio di un'esaltata
radicale che vede il male nel sistema industriale capitalista e che
si incazza quando si sente presa per i fondelli (...e pensare che i
fornelli sono dei miei grandi amici!) come risultato finale c'è il
riscatto dato dall'aver saputo trarre vantaggio dalla situazione.
Ma
mi rimane un crogiolo e dato che la voglia di sermonare non mi è mai
mancata, ammonisco:
-voi
che comprate i panettoni motta, homo scemens adattati alle confezioni
di plastica con le arance sbucciate per uno spuntino veloce ( che
costa all'ambiente centinaia di anni in smaltimento) e alle vaschette
sigillate con dentro wustel di improbabili ingredienti che hanno
viaggiato mezzo mondo prima di finire sulle vostre tavole ikea di
pessimo legno truciolato frutto del lavoro di operai sfruttati, dovreste farvi un po' schifo.-
Con
questa provocazione, questo j'accuse ( si tratta pur sempre di
un'affaire no?), rischiando di risultare dura, so che non riceverò
giustificazioni o gloria, ma ritengo prezioso il sollecitare la
riflessione in termini di sostenibilità su ciò che mangiamo,
compriamo, consumiamo.
Ed
ora mi avvio a concludere questo post in maniera propositiva dato
che, come abbiamo detto, questa storia insegna il valore del riscatto
e sappiamo che la differenza si fa in ogni istante, in ogni momento
ed in ogni minima attenzione coltivata nell'ottica di cercare di
rendere il mondo un posto migliore.
Come
scriveva Castaneda, nella raccolta degli insegnamenti di Don Juan,
alla fine non conta quale strada stiamo percorrendo perché tutte le
strade sono uguali: portano alla stessa destinazione e passano tra i
diversi scenari ( campi, boschi, città e mari). Quello che fa la
differenza nel percorrere la strada è saper rispondere se il proprio
cammino ha un cuore oppure no.
Con
questa consapevolezza, vi elenco le azioni che vedono il BGF tra i
suoi promotori:
*Impegno
sul territorio per la promozione di un'alimentazione sana, basata
sulla filosofia antispecista a base di ingredienti bio, svolto
quotidianamente nella bottega stregata di via Valeriani e
saltuariamente nelle scuole, in centri culturali o associazioni.
*Partecipazione
al Mercolbio, mercato contadino di prossimità, biologico, da cui il
BGF prende gran parte degli ingredienti alla base delle preparazioni
e per il quale coordina molti dei laboratori divulgativi che quivi si
svolgono
*Supporta
la causa contro l'ampliamento della discarica ( ora causa contro la
sopraelevata sulla discarica) di Via Pediano.
*E'
tra i/le soci* fondatori del GES (gruppo economia solidale) insieme ad
altre realtà economiche quali il Commercio Equo e Solidale e
Cambiavento, e associative ( Gas, Legambiente, Riprendiamoci il
Paesaggio, WWF). Gruppo che sta interloquendo l'amministrazione
imolese e Conami al fine di trovare uno spazio comune in cui svolgere
le attività che si sono sviluppate a partire dai principi elencati
dalla legge di economia solidale regionale.
*
Crea spazio e incontri per il dialogo inter-religioso e filosofico
attraverso iniziative volte all'approfondimento delle differenti
tradizioni sebbene si riconosca nel praticare l'antica religione
della Natura (culto neo pagano o stregoneria)
*
Promuove un linguaggio egualitario comunicando in maniera anti
sessista. ( utilizzando gli asterischi al posto di accordare le parti flessive della lingua /sostantivi, articoli, aggettivi e verbi/ al genere femm/masch)
Io
so, e lo sento profondamente, che è una strada dal grande cuore
palpitante quella che traccia il BGF pertanto ringrazio tutt* coloro
che lo sostengono ricordando che se Juan Manuel Sánchez Gordillo ha
avuto l'audacia di espropriare carrelli di cibo dai supermercati è
stato grazie al supporto del popolo di Marileda e dei 200 amici
sindacalisti che hanno compiuto l'atto robinhoodiano con lui.
La
premessa era che sono stata recentemente redarguita: “un* brav*
commerciante si astiene dal prendere posizioni e fare politica”
bhè,
ci ho pensato, ho analizzato la prospettiva e ho considerato i conti.
Quel
che è risultato evidente è che la voce “astensione” non solo non risulta
a bilancio nel BGF ma viene volutamente boicottata.
Vi
saluto con uno dei capolavori di
Battiato, dalle cui sagge parole emerge l'ispirazione per fare il bene:
“Questo
secolo oramai alla fine Saturo di parassiti senza dignità Mi
spinge solo ad essere migliore Con più volontà
Emanciparmi
dall'incubo delle passioni Cercare l'Uno al di sopra del Bene e
del Male Essere un'immagine divina Di questa realtà”
Con biongrifianza,
Wicca
Simicca, dalla bottega stregata Bio Green Food.