giovedì 6 luglio 2017

*** Esbat di Luglio***


il 9 luglio 2017: 

***Esbat delle Erbe***

Alla lunazione di luglio, le nostre antenate hanno dato il nome di luna delle erbe, luna dei prati e anche di Luna del raccolto.
 
Ognuno di questi nomi vuole suggellare il legame ,con precisione, che scandisce il tempo del profumo dei fiori che riempie con tutta la sua intensità l’aria, cullato dalle correnti di calore dei venti estivi. E' proprio questo il periodo in cui la maggior parte delle erbe raggiunge il massimo potenziale; l'apice del potere medicamentoso. E'  quindi il momento propizio per la raccolta e la successiva essiccazione delle erbe che serviranno per preparare le tisane e gli unguenti.
Achillea moscata Alloro, Assenzio,Bardana,Cardo mariano, Cicoria, Coda cavallina, Corbezzolo, Comiolo, Edera, Elicriso, Frassino, Iperico Lavanda, Lingua di cane, Meliloto, Melissa, Menta, Salvia sclarea e Tiglio sono alcuni esempi di piante che ho incontrato facilmente nei prati e nei sentieri dell'Appennino in questi giorni.

Per benedire il tempo a venire è consigliabile farne regali per condividere l'abbondanza dei regali di madre Terra con i/le più.
Un'idea che risulta sempre molto carina è quella di cucire piccoli sacchetti di stoffa per poi riempirli delle erbe essiccate. Questo dono è un potente augurio sia per chi riceve il regalo che per chi lo fa.

Ogni pianta ha la sua peculiare proprietà ed uso magico. Eccone alcuni esempi per le miscele dei vostri sacchetti regalo:
Per rinvigorire: Timo, Origano , Prezzemolo e Salvia
Per l'equilibrio mentale: Lavanda , Origano, Rosmarino, Menta
Per propiziare il successo economico e lavorativo: Trifoglio, Basilico, Menta e Salvia
Per favorire la divinazione: Menta , Assenzio e Camomilla
Il momento della raccolta rappresenta uno scambio tra il nostro umano agire e il dono fatto dalla natura, da vivere con gratitudine per l'universo e la vita.
Suggellare il momento con gratitudine è un'ottima pratica per attrarre energia positiva.
Così recitare una preghiera per la madre ci condurrà dentro l'intimità nella connessione con l'universo :

Madre, che mi nutri, curi e proteggi
grazie a te io cresco benedicendo
l'umanità, l'animalità e la flora.

Madre, che mi infondi la vita
e il coraggio per il mondo
che mi instilli nel mio occhio
la bellezza dell'attorno.

Madre, a te levo le mie mani
unite nella preghiera per questa luna piena
che illumina il mio cuore e purifica la mia anima.

Gli elementi che la tradizione wicca associa all'esbat di luglio sono:
Spiriti della natura : hobgoblins ( piccoli, grotteschi ma simpatici ), fate del raccolto

Erbe: caprifoglio, agrimonia, verbena di limone, issopo

Colori : argento, blu-grigio

Fiori : loto, lillà, gelsomino

Profumi : giglio, incenso

Cristalli : perla, pietra di luna, agata bianca

Alberi : quercia, acacia

Animali : granchio, tartaruga, delfino, balena

Divinità : Khepera, Athena, Giunone, Cerridwen, Venere
Come si raccolgono ed essiccano le erbe, allo stesso modo si annuncia l’inizio del raccolto spirituale personale. Le attività magiche sembrano riuscire con maggiore facilità poiche abbonda lo psichismo, le letture divinatorie diventano chiare e i sogni carichi di premonizioni.


La Luna delle Erbe ci suggerisce di caricarci, come talismani in prima persona, con la luce e la potenza piena dell'estate: sia essa sotto forma di luce lunare o solare. Ci permette anche di esplorare a fondo la nostra personalità, di sondare le nostre abitudini, di capire gli sbagli e di trovare la volontà di correggerli. Si tratta di investire su quanto stiamo compiendo e di focalizzare l'obiettivo verso cui vogliamo dirigerci.
Siamo prossim* a Lughnasadh, uno dei Sabba maggiori, il culmine ultimo della meravigliosa danza della prosperità estiva, la festa del raccolto e dunque il simbolico parto dell'estate che volge alla conclusione.

Le attività predilette durante la Luna delle Erbe sono quelle dedicate alla magia e al divinazione poiché il velo tra il nostro mondo e quello degli Spiriti si fa molto più sottile ed è come se il vento lo sollevasse sommessamente, così permettendo all'immenso potere che unisce questa realtà con l'Altro mondo di dialogare senza confini netti. Fate particolare attenzione ai sogni, prendetene nota poichè potrebbero rivelarsi messaggi importanti per il vostro immediato futuro.


Meditazione della Luna
Quando la luna sorge accoglietela bruciando un incenso e accendendo una candela. Mettetevi sedut*, possibilmente nell'asana del fiore di loto. Cercate una posizione in cui i raggi lunari cadano su di voi ed osservate attentamente la luna praticando il respiro yogico.
 
Quando vi sentirete rilassat* e conness* , chiudete gli occhi e continuate a concentrarvi sul respiro portandolo ad essere sempre più lento, arrivando ad essere voi stess* sempre più rilassat*. Immaginate la luce della Luna che sgorga come liquido argenteo, vivo, luminoso che lentamente, discende sul vostro capo come acqua luminosa ed entra in ogni poro. La Luna vi sta bagnando e benedicendo con la sua luce per farvi diventare luminos*, argente*, ebbr* del suo potere guaritore.
Il liquido viene del tutto assorbito dal vostro corpo, che emana da sé la luce regalata dalla Luna. Continuate a respirare, prendendo con calma coscienza del mondo esterno: la Luce viene inglobata nel corpo, diminuendo perché entra fino a divenire eparte integrante di voi. Pacatamente, sollevate le palpebre e tornate a guardare la Luna. Ringraziatela del dono.
 Madre Luna vieni a me,
 questo io ti chiedo...
aiutami a sentire la tua forza
e a trovare la Dea che vive in me

Augurando felicità e libertà a tutti gli esseri,
Simicca
Sitografia
Bibliografia:
L'arte della Magia di P. Currot

sabato 6 maggio 2017

l'incontro nella notte

Dove andavo nella notte?
Dove caspita stavo andando?
Ero come rapita. Seguivo i miei passi in automatico, uno dietro l'altro.
A un certo punto della notte avevo solo sentito necessario il camminare e così mi ero avviata nel bosco.
 All our running ahead
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Era piovuto, la strada era bagnata e aveva un'odore acre di terriccio, quasi nauseabondo.
Io avanzavo in silenzio per sentire il fruscio delle foglie che si accartocciavano sotto i miei piedi, volevo essere sicura di fare attenzione a ciò che pestavo, a cogliere ogni particolare del suono. Solo questa attenzione riusciva a farmi dare un senso al mio essere su quel sentiero in quella notte di luna crescente. L'attenzione mi rendeva tranquilla. L'aria frizzante e gelata, respiro del vento, mi gonfiava i polmoni e il cuore tamburellava al chiarore della pallida falce nel cielo.
Al centro di una radura sulla quale si apriva il mio sentiero, scorsi una figura dalle ampie vesti bianche e il capo chino su una roccia.

Mi avvicinai sussurrando il canto delle madri affinché non si spaventasse
Sono una donna della terra,
danzo con la luce della luna
la divinità è viva in me
danzo nell'universo
la mia allegria è una medicina
Sono una bambina selvaggia
innocente libera e selvatica
ho tutte le età
le mie antenate sono vive in me
Sono sorella delle nuvole
so solo condividere
so che tutto è di tutti
e che tutto è vivo in me
Il mio cuore è una stella
viaggio a bordo del mio spirito
sono figlia della terra.


Rimasi alle sue spalle fintanto che non terminai il canto, e quella tamburellava a ritmo le dita sulla pietra.
    -danzo nell'universo e la mia allegria è una medicina- cantai ancora una volta, mentre con una piroetta mi portai davanti alla creatura.
    Quella alzò il capo dalla pietra e ridemmo insieme timidamente poi repentinamente, come cambia la pioggia dal sole nelle giornate di primavera a Finisterre, le si rabbuiò il volto e senza guardare,come nell'ovatta della nebbia, mi chiese di andarmene.
    risposi- ho fatto molta strada per arrivare fin qui-
    - perché sei venuta tanto lontano?- ribatté
    - mi ci hanno portato i miei piedi e le mie orecchie curiose del suono delle foglie calpestate-
    le sue dita disegnavano rune sulla pietra
    - non credi che sia abbastanza?-
    - che cosa? La curiosità?-
    -certamente, la curiosità è un eterno partire… dico non ne hai abbastanza? Pensi mai a come ci si deve sentire arrivati?
    - dimmelo tu se vuoi togliermi questa curiosità.-
    - perché credi che abbia la risposta?-
    - in effetti fai solo domande ma forse le tue rune suggeriscono se non risposte, interpretazioni.-
    - Non è così. Guarda la luna. Solo lei suggerisce interpretazioni.-





La sua voce mi sembrava stanca così l'invitai in casa a bere una tisana di betulla e verbena per ristorarsi.
Mi seguì senza troppo entusiasmo e una volta entrate, sedette a gambe incrociate sul pavimento di legno.
Imbronciando il volto mi disse: -C'è solo da imparare nel lento esercizio del masticare giorni tutti uguali. 
Persi lo slancio fissando l'orizzonte e ora le ali pesano curvandomi la schiena-

cercai di consolarla: -Imparerai ad aggomitolarti e le ali ti riscalderanno; saranno la tua protezione-
-eppure per camminare sono un peso morto- constatò risolutamente e alzandosi concluse: -io non le voglio se non posso più volare-.
Si avviò verso il tavolo. Estrasse un coltello dal cassetto e me lo porse con decisione.
- ora aiutami a camminare leggero.-
Rabbrividì per la richiesta.
Eppure era così deciso il suo sguardo, evidenza della chiarezza delle sue idee,
che non ebbi la forza per contraddire.
Afferrai il coltello mentre deglutivo saliva amarissima. Come se la febbre mi fosse piombata addosso all'improvviso tremavo clamorosamente e respiravo a fatica.



L'angelo si avvicinò e mi guardò dritto negli occhi.
Vidi lunghi sentieri ombreggiati da enormi gelsomini. Mi parve di poterne sentire il profumo.
La creatura mi strinse fra le braccia e fui completamente pervasa dal piacere dell'abbraccio.
Sorrisi allora e lascia che si voltasse.
Iniziai a recidere le ali dalla base delle spalle.
Piangeva. L'angelo piangeva, non si voleva fare udire e tratteneva i singhiozzi stoicamente ma potevo vedere le sue mani  insanguinate dalla stretta morsa dei suoi denti, che somatizzavano le grida di dolore che avrebbe voluto lanciare.
Eppure non chiese mai, nemmeno per un momento, di fermarmi.
Non so quanto tempo passò. La mia percezione era totalmente assoggettata alla concentrazione sul taglio di quei tessuti di carne. Quando finii e finalmente riuscì a staccare le ali dalla sua schiena saturai le ferite con il fuoco.
Ormai non più angelo ma umano con grandi cicatrici sulla schiena, si addormentò o più probabilmente aveva perso i sensi.
Ci mise molti giorni per riprendersi ma infine una mattina risvegliandosi mi chiese di riaccompagnarlo nel bosco così capii che era guarito.
Partimmo che era ancora presto e l'erba coperta di brina.
Sul sentiero, lui camminava con eleganza. I suoi passi erano leggeri e toccavano soavemente la terra.
Ci fermammo davanti al fiume e meditammo.
Quando il silenzio si fece intenso sentì chiaramente la sua voce, suonò come fosse una carezza.
 Disse solo: -sono arrivata.-
Aprì gli occhi d'istinto e osservai lo spazio naturale attorno a me.
L'angelo non c'era più.
Ascoltai il fiume per un po' e ripensai alle parole che ci eravamo scambiate quando ci incontrammo: "a come ci si deve sentire arrivati e alla curiosità che è un eterno partire".
Ora la sapevo arrivata ed io ripartivo.

Mi alzai e sussurrando il canto del circolo ritornai a casa


Simicca, 
dal bosco delle idee incantante
dove ogni albero è un racconto

martedì 18 aprile 2017

*** Dhamma, Vegan e Minoranze***

Istruzioni per il post:
ascolta il suono dei Cimbali

 

la mente reciti: ***Possano tutti gli esseri essere liberi e felici***
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Una storia di Dhamma:

Nel tempo in cui per fare i lunghi viaggi si era soliti utilizzare la nave capitò che un emerito professore di scienze dovette salpare per l'America.
La nave che lo trasportava era un mercantile e il professore non aveva molte persone attorno con cui parlare. Passava così gran parte del suo tempo a studiare ed approfondire i suoi argomenti.
Un giorno, stanco e un po' imbarazzato dal maldimare, incontrò a poppa un mozzo.
Il professore lo interrogò: tu che sei di bordo, cosa conosci dell'oceoneagrafia?
Il mozzo rispose: non so nemmeno cosa significhi…
Il professore allora lo istruì mentre con un certo disprezzo, pensava dentro sè : -che spreco che è la vita su una nave se non si conosce ei processi chimici e fisici che regolano l'ambiente.-
e il mozzo rispose umilmente: mi perdoni professore se non ho studiato.
Non ne ho avuto la possibilità di studiare e chissà se ne sarei stato in grado-
poi si congedarono amichevolmente e il mozzo ringraziò il professore della lezione.
Quando il professore tornò alla sua cabina, non fece in tempo a sedersi alla scrivania che la nave iniziò a vacillare bruscamente.
Il tempo era mutato e all'improvviso la tempesta imperversava fra le onde del mare adirate.
Riusci a stento a tornare a poppa.
I marinai si gettavano in mare, la barca sprofondava velocemente.
Il mozzo gridò : “ si butti professore, nuoti”
ma il professore restava e lo sguardo era triste.
Non sapeva nuotare.


"C'est pas l'homme qui prend la mer C'est la mer qui prend l'homme"





Questa è una parabola del maestro Goenka che viene tramandata tutt'oggi nella scuola di meditazione Vipassana e che invoca l' umiltà come qualità  radicabile, insegnabile, al pari di tutte altre scienze tradizionali.
Lo sviluppo dell'intelligenza emotiva e l'empatia altruistica sono una direzione dello sviluppo umano necessaria per una società felice e in questo centro si applicano per questo fine http://www.atala.dhamma.org/pub/index.php. Se avete la possibilità andate a visitarlo e a praticare la meditazione.
           Preambolo:
Oggi, anno domini 2017, la natura è disordine e declino?
Eppure quali evolutissimi livelli di scienza e di tecnica, di conoscenza abbiamo a disposizione…
Abbiamo a disposizione una serie di dati pressoché impossibili da elaborare per un cervello umano, per tanto viviamo in stretta simbiosi con gli/le altr*.
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Dopo questa lunga premessa andiamo a parlare di veganismo. 
E sarò noiosa, ve lo dico già così evito di sentirmi in colpa alla fine.
Discorrendo con la maggioranza delle persone di veganismo, da vegan quale io sono, si viene pedissequamente criticati nonostante che – e lo sottolineo con una certa soddisfazione- negli ultimi anni la tollerenza sociale stia velocemente migliorando ma laddove impazza la voglia di discriminare e dare la propria opinione ovvero sui social -questi catalizzatori di emozioni che ti danno l'ebbrezza di esprimerti parlando come da un palco a un pubblico- non sembra proprio voler ammansirsi lo scontro vegan contro no vegan.
Il fenomeno è tanto inflazionato da risultare sdoganato, per molt*, e “le battute sui vegani hanno rotto il cazzo molto più dei vegani stessi” cito Lercio.
Ma lo scontro è amato, in fondo alla gente piace la guerra così ho ritenuto opportuno concentrarmi nell'analisi delle motivazioni profonde che sono alla base del comportamento collettivo discriminatorio.

E' evidente che quanto quando si parla di cibo e di alimentazione scatta nell'individuo qualcosa di passionale nel dovere di difendere le proprie abitudini, e lo fa nella maniera che gli è più congeniale, spesso eclatante, disprezzante o svalutativa nei confronti di chi non condivide la propria dieta. Di fatti, dobbiamo considerare che l'atto del nutrirsi è istinto vitale primario, ricordo inconscio dei primi attimi che decretano la sopravvivenza di quando veniamo al mondo. E' forte e imprescindibile dunque la valenza affettiva e identitaria in cui ci si riconosce nella propria dieta; questo valore archetipico che ci lega alla vita e ci da attaccamento all'identità.


Discostarsi dalle scelte del gruppo originario, o dalle abitudini condivise dalla moltitudine, deve avere una profonda e forte motivazione oltre che, come pare ovvio, una certa propensione di apertura mentale, essenziale per ogni cambiamento.
Lo stimolo a scrivere questo post me l'ha dato un mio caro amico, dalla mente lucida e brillante. Abbiamo scatenato un dibattito sul veganismo e sulla tolleranza per le minoranze a partire dalla notizia del Tar di Bolzano che ha accolto la richiesta di una madre vegan, che ha ottenuto la possibilità di mangiare vegan per il suo bambino. http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/27/bolzano-niente-menu-vegano-allasilo-il-tar-condanna-il-comune-di-merano/3478949/#disqus_thread 
Ci si è chiesto se sia giusto che un genitore possa decidere la dieta del figlio quando possibilmente pericolosa.
Prima di tentare di rispondere è opportuno ricordarci che se leggete i giornali sapete benissimo come vengano riportati con grande clamore i casi di bambin* ricoverat* per carenze nutrizionali, evidenziando come la causa sia sempre la stessa: genitori vegan. Fanatici genitori vegan.
Raramente tali notizie vengono smentite o anche solo corrette quando non si rivelano fondate perché - lasciatemelo dire in tutta onestà e senza per questo dover essere additata come complottista- ci sono interessi economici enormi dietro l'industria della carne.

Ciò è evidente anche notando il poco spazio mediatico dedicato ai genitori dei bambini affetti da obesità o da sindrome di iperattività che ai fatti non sono processati per aver cresciuto i figli a mc Donald e merendine industriali.
Socialmente viene quindi accettato che i bambini si ingozzino di cibo spazzatura ma non che vengano alimentati in maniera vegan.
Il discorso ora si sposta sulla scienza nutrizionista, sulle informazioni di cui disponiamo per decidere come alimentarci in maniera salutare.
Il mio amico è uno scienziato e mi ha invitato a indagare nella letteratura scientifica di riviste specializzate per poter difendere il mio essere vegan e se in un primo momento ho pensato che era quello che avrei fatto, poi ho capito che non è questo ciò su cui voglio specializzare il mio essere. Come il mozzo della storia con cui ho iniziato, non ho la preparazione per sostenere che la dieta vegan è più sana per il nostro fisico di quella onnivora, perché non sono un medico nutrizionista o una biochimica dell'alimentazione.
Ma sono vegan da 5 anni, prima vegetariana da 17 e ad oggi posso accertarvi che sto bene, non ho carenze. Sono cresciuta nella filosofia vegan che per quanto mi riguarda è stata una scelta dettata dall'empatia con gli animali e di logica ecologica. Riconoscendo l'assunto tat twam asi delle Upanishad vediche “ cio tu sei” si interpreta il macrocosmo dell'universo nel microcosmo dell'individuo. Tale coscienza olistica mi porta a cercare la completezza dell'individuo nell'unione di mente e corpo e sui differenti livelli di materia ed energia, con uno devozione profonda per l'ambiente che mi ospita, in sintonia con una concezione di natura che viene resa antropomorfica dalla necessità stessa del mio cuore di amare.

Dell'essere vegan ne faccio un discorso d'amore, nei confronti degli animali e della terra.


-Boia, che outing post hippista!-
 me ne rendo conto,
tuttavia lo preferisco -e di gran lunga - al post nichelismo.


ora, tornando al discorso della scelta genitoriale sulla dieta dei/lle figli*: a differenza dei genitori che alimentano la prole a junkie food che spesso – perlomeno dobbiamo augurarcelo- sono ignari della scelta alimentare che compiono, pilotati da pubblicità provocatorie e ammalianti che giustificano un'economia da centri commerciali e shopping compulsivo; i genitori vegan scelgono consapevoli di andare contro corrente, di venire criticati.
Sarà uno stereotipo, in questi tempi di femminismo da pentimento di essere madri, ma io credo che sia naturale che un genitore voglia trasmettere ai/lle figl* la saggezza della propria esperienza di vita che che lo orienta nel mondo e nel decidere di cosa alimentarsi.
I vegan sono ancora la minoranza della popolazione, incutono un certo timore perché l'espansione è molto rapida ed eterogenea rispetto ad altre minoranze come quelle immigrate o di credo religiosi.
I supermercati si stanno adeguando con scansie dedicante, anche se, francamente, il fatto che abbiano creato un'offerta surrogata all'offerta carnivora della quale vengono anche scimmiottati i titoli “ fiorentina di seitan” mi pare allucinante. Ma ancora più allucinante ritengo gli imballaggi, la plastica, le etichette e i codici a barra quando i dati sull'emergenza ambientale hanno stabilito il 2100 come inizio di distruzione della razza umana.
Ma tornando a noi, che fino al 2100 non campiamo comunque.
Parlavamo delle minoranze e ritengo importante scrivere che le minoranze creano quella eterogeneità di idee con cui si evolve la democrazia, di cui si nutre la società per tanto dovremmo essere tutt* rispettat*, anzi tutt* liber* e felic*.
- ce lo ricordiamo ancora il mantra con cui ho aperto il post?-
Concludo dicendovi che alla mamma, che si è sbattuta non poco per far sì che suo figlio mangiasse vegan, io dico grazie come dico grazie alle minoranze degli indiani d'America che lottano per far riconoscere il proprio diritto alla terra, ai/lle militanti in Val di Susa che da 20 anni sono presidiati dall'esercito, alle donne di Plaza de Mayo, ai copti d'Egitto, alle altre minoranze tutte che conosco e non mi vengono in mente al momento e quelle di cui non so per mia ignoranza. Oltre  dire grazie, laddove mi è a portata cerco di aiutare i gruppi di pressione: il comitato contro l'ampliamento della discarica tre monti; per il quale al Mercolbio abbiamo allestito laboratori con il fine di raccogliere fondi per il ricorso al Tar in merito alla sopraelevazione della discarica di Imola.
Con tanta gratitudine nel cuore per tutt* coloro che si danno da fare per non solo preservare il mondo dal devasto ma che tentano con la dignità di renderlo un posto migliore, ammonisco chi fa della discriminazione un esercizio, anche intelligente, di potere lo e invito ad usare per fini più nobili la propria energia.
Concludo con un estratto dell'ultimo libro che ho letto: Le prigioni che abbiamo dentro di Doris Lessing:

“Se fai parte di una comunità unita sai che puoi permetterti di non essere d'accordo con le idee di quella comunità solo a tuo rischio e pericolo (...) la cosa più difficile al mondo è proprio sostenere un'opinione contraria a quella dominante nel gruppo, continuandone a farne parte (…) il futuro di tutt*, dipende da questa minoranza. Dovremmo escogitare i modi per educare i nostri figli in modo che vadano a rafforzare quella minoranza e non, come facciamo oggi perlopiù, a riverire il branco perché nei momenti di sobrietà, nei momenti umani, quando pensiamo, quando riflettiamo, tutti noi sospettiamo che questo “io ho ragione e tu hai torto” sia un'idiozia. Tutta la storia, tutto il progresso , procede grazie all'interazione e all'influenza reciproca, e anche i più violenti ed estremi di pensiero e di azione s'inseriscono nella trama complessiva della vita umana di cui rappresentano un filo.”


Vi saluto con una canzone:




Dall'avamposto vegan biologico imolese,
Bio Green Food
SimoSimicca

domenica 26 marzo 2017

Acrobatica Antifascista

L'ultima iniziativa del Bio Green Food punta a fare andare il sangue al cervello,
dopo il trattamento anti cellulite celebrale con caffè filosofico del sabato pomeriggio,
abbiamo deciso di proporre verticali, ponti e spaccate come appuntamento del lunedì sera: allenamento acrobatico; che serve sì a rendere più flessibile e tonico il corpo ma giova anche -e tanto, come ogni attività sportiva- alla mente.
L'iniziativa è gratuita grazie alla disponibilità del CSA Brigata 36 che ci mette a disposizione i suoi locali; il BGF offre il servizio di cena da asporto a 9 euro per il dopo allenamento ( che è bene stare leggeri o essere a digiuno prima di fare acrobazie ;)
Iniziamo alle 20.30 e ne abbiamo per un'oretta abbondante.
Tutt* sono benvenut*


Fata Chiara, mia sorella socia, ha pubblicizzato l'evento sulla pagina facebook sei di Imola se… il primo commento è stato dell'amministratore ( a questa pagina sono iscritti ben più di 13.000 profili): “ ma non è il covo delle zecche rosse locali?”.

Dopo aver indagato sull'origine etimologica,che come prevedibile, è un termine ereditato dal linguaggio fascista degli anni '30 utilizzato per discriminare socialisti e comunisti; l'amministratore della pagina, che l'ironia della sorte vuole si chiami Salvatore, mi insegna come durante i fatti del G8 di Genova, famosi -ahimè- per la brutalità con cui gli agenti delle forze dell'ordine hanno malmenato i manifestanti, l'espressione “zecche rosse” fosse in voga presso i celerini. Infine Salvini, leader della Lega, erede di un movimento nato sotto slogan “perchè noi ce l'abbiamo duro” ha utilizzato in diverse occasioni.

Potrei rispondere a tono -il vocabolario rosso è forbito quanto il nero di insulti-ma non farebbe che alimentare la cattiveria dello scontro ed io ritengo che sia più giusto promuovere l'atteggiamento di chi ama il mondo, con la mia espressività.
Detto ciò, volevo presentarvi il brigata 36: centro culturale antifascista di Imola che è attivo e si da da fare per difendere i diritti negati dal fascismo e lo fa organizzando proiezioni di video, presentazioni di libri, laboratori musicali, di ginnastica ( come il nostro :), di giardinaggio. Serate di approfondimento e manifestazioni.
questo il sito: http://www.brigata36.it/

Io non ho vissuto la guerra e ho avuto la fortuna di studiare solo sui libri di scuola il genocidio e le nefandezze commesse in questo truce periodo storico italiano.
-Tanto vergognoso che viene solennemente sancita dalla costituzione l'impossibilità di ricostituire il partito fascista e viene condannata l'apologia dell'ideologia a questo sottostante, che si fonda sull'uso indiscriminato della forza per affermare una presunta supremazia nazionale-






ma nel mondo, attualmente, ci sono dittature fondate su questi presupposti e le notizie - poche- che circolano, o di cui vengo a conoscenza, mi preoccupano.
E vi dico la verità: Sono preoccupata. Sono molto ma molto preoccupata.
Ho paura dell'odio e di coloro che lo fomentano.


Idealmente mi piace pensare di lavorare per realizzare  inclusione e creazione, pertanto credo che siano da superare i movimenti di opposizione, ma riconosco come ancora attualmente l'anti-fascismo si trovi costretto a combattere schierato a difesa delle/gli immigrat*, delle donne, delle/gli omosessuali, dei trans, delle/gli sfrattat*, delle/i pover* e di tutt* coloro che vengono discriminat*.


Vivo a Imola, città medaglia d'oro al valore partigiano, sede di un circolo Anpi molto attivo, a cui il mio papa è orgogliosamente iscritto, sede del Brigata 36, di cui ho già scritto quanto vanti un calendario intenso e interessante di iniziative  e dal mio piccolo pulpito che è questo blog non so se ho il potere di fare grandi e passionali arringhe  per spronare chi mi legge a riflettere e a crescere nell'ottica del bene...

Ci sono momenti nella vita in cui sembra che l'unica soluzione sia spegnere tutto, disattivare, darci su, fare silenzio.
La saggezza orientale ci insegna come sia il silenzio ad avere vibrazioni più alte,
la musica quanto le pause diano senso al ritmo;
e in mezzo alla bruttura dei nostri tempi, in questa città con il fiato di discarica, continuano a fiorire gli albicocchi.


Da figlia della città medaglia d'oro al valore partigiano, Imola


Simona Biagi

chiudo con una canzone:
"solo io chiedo" di Mercedes Sosa
traduzione di C. Cormio:

Solo io chiederò

che la guerra non mi lasci indifferente

è un mostro grande e si divora 

la povera innocenza della gente

Solo io chiederò 

che il dolore non mi lasci indifferente

e che la Porca Morte non m'incontri

prima che queste parole siano spente

Solo io chiederò 

l'ingiustizia non mi lasci indifferente

non voglio mai più porger l'altra guancia

ed il cielo non ci ha mai donato niente

Solo io chiederò

che la rabbia non mi esca dalla mente

che chi è poi un bastardo non m'incanti

col sorriso che nasconde il niente

Solo io chiederò 

che il passato non sia mai dimenticato

e non si cancelli la memoria

dell'arroganza che ci ha sempre calpestato

E ancora chiederò

che il futuro non mi trovi diffidente

c'è ancora tanto da inventare 

per costruire una cultura differente

c'è ancora tanto da inventare 

per costruire una cultura differente




sabato 11 marzo 2017

Ecologicamente scrivendo


Il 2100 è l'anno che è stato pronosticato dalla maggioranza delle/gli scienziat* come data d'inizio della distruzione della razza umana poiché i ritmi di consumo e di produzione attuali stanno comportato una tale trasformazione dell'ecosistema tale per cui gli elementi che consentono la vita per la specie umana ( terra,aria e acqua ) saranno irrimediabilmente compromessi.

Questa è stata una delle considerazioni che ho ascoltato l'altra sera da Alberto Bellini, professore universitario, ingegnere con l'esperienza di assessore all'ambiente per il comune di Forlì che ha presentato il suo libro: Ambiente, clima e salute, alla libreria Monsignani grazie l'iniziativa organizzata dal Comitato Vediamoci Chiaro.

Sono informazioni pesanti e gravose sulla coscienza quelle di cui oggi grazie all'ecologia possiamo venire a conoscenza, creano panico e allarme ma purtroppo sono ineludibili quanto veritiere.

E' auspicabile che più pesante e grave sia giudicato il comportamento di chi davanti a questa evidente emergenza collettiva se ne lava le mani pensando solo al suo ora qui e adesso.
Combattere l'egoismo dettato dalla società dei consumi significa lavorare a livello culturale per cambiare i valori di riferimento.
E diciamocelo: ristabilire quelli che devono essere i valori umani.
Sono anch'io figlia di una generazione che ci ha cresciuto a merendine e portato a pascolare al centro commerciale, la tv mi ha drogato abbastanza quanto i videogiochi durante l'infanzia.

Capisco, mi sforzo di capire a dire la verità, chi oggi continua a essere dentro questi meccanismi ma
vedete, ci sono alternative. Alternative attrattive. Desiderabili.

Parliamo dell'auto ad esempio.
Io la uso poco e male (lo ammetto che la guida non è tra i miei talenti) e preferisco spostarmi in pattini o con la bicicletta.
Abito in periferia e ci sono 3 kilometri dal BGF a casa mia, e ora lasciatemi scrivere un po' di banalità:

-Fare movimento fa bene. Non solo per il fisico e il culo sodo ma per il cervello. Ossigena i neuroni. Quando sono costretta ad utilizzare l'automobile ( esclusivamente per motivi di spostamento di carichi) ho chiara la percezione psicologica di essere rinchiusa in un abitacolo e ho la sensazione che sia questa a manifestarsi nell'aggressività di chi clacsona o si mette a litigare per il parcheggio.
- Ci metto di meno a livello di tempo. Passando per le ciclabili e andando veloce percorro in 10 minuti la distanza. Con l'automobile barcamenandomi tra le rotonde, i semafori e la circonvallazione ce ne metto almeno 15.
-I livelli di Polveri sottili sono aberranti. La Pianura Padana è tra le zone più inquinate del pianeta. A meno che non utilizziate un auto elettrica, ogni volta che utilizziamo l'automobile contribuiamo ad avvelenare quest'aria-

Sono piuttosto critica sull'operare dell'amministrazione ma se c'è una cosa di cui proprio non mi posso lamentare sono le piste ciclabili.
Ci sono, collegano bene quasi tutta la città. Utilizziamole allora massivamente.

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Bellini da assessore all'ambiente ha analizzato il funzionamento della gestione dei rifiuti.
Se la gestione dei rifiuti viene appaltata a un'azienda privata quotata in borsa, il cui obiettivo è trarre il massimo profitto e che quindi lucra sullo smaltimento dei rifiuti, ovvio è constatare che non potrà mai essere interessata a ridurne il volume.
Sappiamo che i rifiuti inquinano, le direttive che ci arrivano dall'Ue affrontano con il concetto di economia circolare e suggeriscono pratiche virtuose per la gestione che Bellini ha elaborato in un modello che vede l'azienda comunale a raccogliere i rifiuti, che premia il comportamento dei/lle cittadin* virtuosi, non nel differenziare meno ma, nel produrre meno rifiuti.
E come si fa a produrre meno rifiuti? Bisogna evitare gli imballaggi, la plastica. Comprare sfuso, ai mercati di prossimità, attraverso i gruppi di acquisto solidali.

Nel modello di Bellini che è realtà per Forlì, lo smaltimento dei rifiuti è appaltato alle aziende del libero mercato ma nell'ottica del recupero e la raccolta gestita direttamente da un'impresa comunale.

Bellini era stato invitato l'anno scorso dalla CGIL durante la festa che fanno d'estate alla Tozzona a confrontarsi con Tronconi, il nostro assessore all'ambiente, sulla gestione dei rifiuti.
Commenta piuttosto sorpreso che erano in 4 gatti ad ascoltare.
Gli è stato chiesto cosa pensava dell'ampliamento della Discarica ed espresso il suo parere negativo, analizzando in termini di risorse economiche l'ipotesi, è stato attaccato dal Tronconi che ha chiesto di togliergli la parola e l'ha accusato di essere di parte politica.

Prima cosa che ci tengo a dire è che mi dispiace di non esserci stata io in prima persona a questo incontro ma ancor più mi dispiaccio di non trovare in rete informazioni sul dibattito di quella sera.

Bellini è entrato nella giunta piddina, è stato additato come leghista e come grillino ma ai fatti non ha mai preso tessere di partito. Quello che ha dimostrato è un'esempio di grande coerenza: da inizio mandato ha affermato che si sarebbe dimesso se a Forlì avessero autorizzato l'ampliamento dell'inceneritore e così ha fatto.

Una lezione evidente che non servono i simboli e le bandiere di partito per fare la buona politica. Servono uomini e donne di buona volontà, dotat* di forte coerenza etica e civile.
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Grosso taxi giallo
Hanno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio,
con un hotel rosa, una boutique
ed un riflettore che ondeggia.
Non ti sembra sempre
di non sapere quello che hai
finché non l'hai perduto?
Hanno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio.

Hanno preso tutti gli alberi
e li hanno messi in un museo degli alberi,
e hanno fatto pagare a tutti
un dollaro e mezzo per vederli.
Non ti sembra sempre
di non sapere quello che hai
finché non l'hai perduto?
Hanno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio
.

Hey, contadino
metti via il tuo DDT.
Non mi importa delle
macchie sulle mele,
lasciami gli uccelli e le api,
ti prego!
Non ti sembra sempre
di non sapere quello che hai
finché non l'hai perduto?
Hanno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio
.Hanno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio
.
 
Una notte...


Ascolta, l'altra notte, sul tardi,
ho sentito la porta a vetri oscillare,
ed un grosso taxi giallo
si è portato via la mia ragazza.
Non ti sembra sempre
di non sapere quello che hai
finché non l'hai perduto?
Hanno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio
.Non ti sembra sempre
di non sapere quello che hai
finché non l'hai perduto?
Hanno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio
.

Una notte h
anno pavimentato il paradiso
e ci hanno messo su un parcheggio
.
Io non voglio darlo via,
tu perché vuoi darlo?
Perché vuoi dar tutto via?
Hey hey hey
Io non voglio darlo via,
tu perché vuoi darlo?
Perché vuoi dar tutto via?
Io non voglio darlo via,
tu perché vuoi darlo?
Perché vuoi dar tutto via?
Darlo, darlo tutto via...
Perché vuoi?... Perché vuoi?Perché lo sta dando tutto via...
Hey hey hey"
J.Mitchell, traduzione di Gianni Festa


Tornando alle premesse di questo post: il 2100 è la data di inizio di distruzione della specie
mi chiedo, ma lo chiedo sopratutto a chi confrontandosi sul tema della discarica ha commentato con benaltrismo: “se la passano peggio a Taranto con l'Ilva” o ha sentenziato“ da qualche parte dobbiamo metterli i rifiuti”che senso hanno le nostre  opinioni se qua possiamo iniziare tranquillamente a parlare di estinzione umana?

Gente dobbiamo fare qualcusa, ognun* deve fare qualcosa.
E ci sia d'ispirazione Gandhi: sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

Al BGF partiamo dalla socialità e creiamo un momento di dibattito filosofico il sabato pomeriggio alle 17.
Vi saluto ringraziando a tutt* coloro che vi partecipano e alle persone degne di stima che con il loro esempio mi danno speranza.

Simona

sabato 4 marzo 2017

***La ciusté***

Oggi ho ricevuto la chiamata:
“Sai al nuovo centro commerciale c'è una linea molto ben fornita di prodotti vegani e per il benessere così ci chiedevamo se tu fossi interessata a fare qualche corso o attività per promuoverli.”

Ecco che mi si palesa davanti la linea separatoria fra marketing e marchetta.

Ci sono un po' di considerazioni da fare, premettendo la buona fede del mio interlocutore.

1- Mi occupo di cucina biologica vegana. Questo significa sì che produco“cibi del benessere” ma occorre ben chiarire alla base cosa questo significhi.

2- Essere vegan significa fare una scelta etica che è la stessa alla base della filosofia bio: rispetto per madre terra e per tutti gli esseri che la abitano.


Io collaboro con una rete di agricoltori/agricoltrici produttori/trici e consumatori/trici riunit* dall'intento di adoperarci per costruire un modello differente di consumo in cui i/le protagonisti sino effettivamente i/le sol* che dovrebbero partecipare a questo processo: consumatori/trici e produttori/trici.
In questo piccolo circuito diretto oltre ai prodotti che scambiamo, coltiviamo in maniera sana i rapporti interpersonali basati sulla fiducia e la condivisione dei principi della filosofia bio.

Alla luce di queste considerazioni, mi chiedo:  se mai mi mettessi a fare corsi di cucina nei centri commerciali questi cosa penserebbero di me?
Ed io, riuscirei alla mattina, a guardarmi allo specchio, senza vergognarmi?

La critica che muovo al modello economico dominante da supermercato verte fondamentalmente su 4 fattori:

1- l'industrializzazione del prodotto: comprare un tofu al supermercato o qualsiasi burgher vegan pre-confezionato e aiutato a resistere negli scaffali frigoriferi grazie agli additivi e ai conservanti non può e non deve essere considerato “cibo del benessere”
2- tutta la plastica e il cartone da imballaggio per rendere più attrattive le confezioni non migliorano la qualità del “cibo benessere” ma causano solo dispendio di risorse.
3- per creare il nuovo centro commerciale a Imola è stata completamente cementificata un'area verde.
4- l'area in questione è nel raggio di 1 km nemmeno dall'altro centro commerciale.

Alla luce dei punti 3 e 4 che parlano del nuovo superstore su cui mi sono già espressa sui social definendolo una fàta ciustè ( dal romagnolo: La ciusté è quel marciume recondito soprattutto nella gente e nel sistema, saltuariamente connessa alla sporcizia. La ciustè di oggi è data dalla pessima abitudine dell'uomo di non ascoltare, di decidere contro ogni senso e ogni logica di perseverare nell'errore e, soprattutto, di danneggiare volutamente chi non ha il minimo interesse nel cercare di comandare una situazione. ) credo che possiamo tutt* concordare che si sia trattato di un investimento poco strategico, di notevole impatto ambientale in una città che ha già evidenziato enormi problemi ambientali ( dalla qualità dell'acqua alla gestione della discarica)

Potete chiamare chi volete per cercare di promuovere sta ciusté: dalle veline ai comici o altri che lavorano per denaro e la viltà che comporta, ma al bio green food abbiamo una missione che dice:
“sia il cibo gioia per il palato, medicina per il corpo e balsamo per lo spirito”
e ritengo che sia la mia fortuna più grande potermi guardare allo specchio ogni mattina dicendomi “stai facendo un buon lavoro” pertanto declino l'offerta e continuo a boicottare i centri commerciali.

Mi sento dire spesso “ sei troppo avanti”
no signor* siete voi ad essere dei/lle mentecatt*.

Simiccca